Le Idee

Seminatrici

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29 maggio 2021

Nel Vangelo di Giovanni la Samaritana è la donna che discute con Gesù. Non è esattamente una donna esemplare, è una irregolare, cinque mariti e un nuovo uomo. Proprio per questo Gesù l'ascolta e avvia con lei un confronto serrato in un crescendo affascinante: lei chiede e alza continuamente la posta, quasi lo provoca; lui sta al gioco, le risponde, la rispetta: alla fine le si rivela come il Messia. Ma samaritana è anche il femminile di samaritano, inteso come abitante della Samaria, popolo considerato impuro e disprezzato dagli Ebrei, che Gesù racconta buono, caritatevole, capace di soccorrere il nemico ferito (Vangelo di Luca).

Le “samaritane” sono per noi le donne che stanno fuori dal sistema, capaci di porre domande e di lasciarsi interpellare, che sanno parlare agli uomini, aperte all’altro, al nuovo, al futuro. Sono quelle che hanno bisogno di verità, non di certezze apparecchiate. Intraprendenti, intelligenti, anticonformiste, dirette, non remissive.

In questo numero raccontiamo donne così. Caratteri liberi e vivaci che hanno sfidato le oppressioni della cultura dominante, che hanno affermato la loro indipendenza talvolta pagando per lo loro idee, per una ostinazione che veniva vista come una colpa. Figure femminili con una notevole carica di rottura, che però sono state seminatrici, nella Chiesa e nella società.

Come Ildegarda, monaca sapiente e di potere, consigliera di papi e imperatori, che ingaggiò con abilità duelli con le gerarchie ecclesiastiche del secolo xii , e un millennio dopo dichiarata dottore della Chiesa; come Mary Ward , pioniera nel primo Seicento, accusata di eresia e imprigionata, le cui “virtù eroiche” sono state riconosciute quasi quattro secoli dopo. Alcune hanno avuto una esistenza ingarbugliata, anche trasgressiva, e grande coraggio di vivere il proprio destino senza scaricarlo sulle spalle altrui, come Etty Hillesum morta in un campo di sterminio nazista e come Dorothy Day, oggi considerata una sorta di “coscienza radicale” della chiesa cattolica americana del Novecento. Ha gettato semi fecondi per il riconoscimento di diritti innegabili Simone Weil, filosofa, mistica e attivista partigiana; come ha fatto per l’ecumenismo Margarita Moyano, la più giovane delle 23 uditrici del Concilio Vaticano II.

Riparlarne non è esercizio letterario. Verso alcune, pensiamo alle moderniste, permangono ancora resistenze. E soprattutto alcuni dei problemi che hanno posto — il dialogo tra uomo e donna, il rapporto tra Spirito e Scienza… — chiedono una nuova riflessione trasversale e, forse, più popolare e diffusa. (DCM)