Il discorso al Congresso Usa

Biden, il Paese
si rilancia dal basso

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29 aprile 2021

Nel primo discorso al Congresso, a cento giorni dall’inizio del mandato presidenziale, Joe Biden propone il capovolgimento del paradigma finora in uso: la crescita del Paese, ha detto, deve salire «dal basso e dal centro verso l’alto» non più il contrario. Il modello di sviluppo basato sulla locomotiva dei grandi gruppi multinazionali e delle ricchezze personali, dai quali «scorre verso il basso» benessere per tutti, ha fallito secondo il presidente degli Stati Uniti.

Ad una platea di parlamentari ridotta al minimo dalle cautele sanitarie per la pandemia, Biden ha rivolto un discorso riassumibile così: capovolgere la prospettiva, invertire la corrente lungo la quale scorrono i finanziamenti pubblici. Investire strategicamente in tre pilastri: «Jobs, infrastructure, education». Lavoro — parola citata 43 volte — infrastrutture, strade, ponti, edifici, istruzione che Biden vorrebbe, di base, gratuita ed accessibile, con l’idea di aprire le porte dell’istruzione universitaria a chi non può pagare: agli Usa dei blue collars, ai quali si è ripetutamente rivolto ma anche della classe media che, ha detto introducendo il tema della riforma fiscale (il Tax plan) ha «già pagato abbastanza». Biden ha ribadito, infatti, la sua intenzione di spostare il carico fiscale più sulle spalle delle ricchezze, personali e del capitale, chiedendo al Congresso «di agire ora». E non solo in materia fiscale.

Quello che il presidente ha chiesto al Congresso è l’approvazione del suo terzo piano per il Paese, L’American Families Plan. 1.800 miliardi per costituire una rete di protezione sociale che ha uno dei suoi punti d’appoggio strategici nella diffusione dell’istruzione nella base della comunità.

Una strategia, la sua, a tre pilastri, a partire dall’emergenza sanitaria, passando per quella economica con riferimento centrale a quella climatica, che richiede quasi 6.000 miliardi di investimenti pubblici. Tre crisi che sono una sola, interconnessa, e che, per il presidente degli Stati Uniti, rappresenterebbero addirittura «un’opportunità» per un Paese che si ritiene di nuovo, saldamente, al centro della scena mondiale. Per Biden gli Stati Uniti continuano, infatti, ad essere riferimento dei valori democratici, nonostante l’assalto al Campidoglio dello scorso 6 gennaio, al quale ha fatto riferimento. Un momento buio per la democrazia, con sangue americano versato per mano americana nel tempio del Parlamento.

«Cento giorni fa ho ereditato un Paese in crisi. Ora posso dire: l’America è di nuovo in movimento. Trasforma il pericolo in una possibilità. La crisi in un’opportunità. Gli ostacoli in forza». La lotta alla mutazione climatica, ha detto, non solo curerà l’ambiente ma produrrà, con politiche di investimenti, «lavoro, lavoro, lavoro».

Biden dovrà convincere l’opposizione repubblicana a seguirlo su un percorso lungo e che passa attraverso diverse visioni.

La tradizionale replica dell’opposizione, affidata al senatore afroamericano Tim Scott, è stata chiara: i piani di Biden, a partire dal Relief Bill di 1.900 miliardi, non sarebbero che un «dispendioso ed inutile allargamento dell’azione dello Stato». Per Scott vanno allargate, invece, «le opportunità e le opzioni per tutte le famiglie, senza gettare denaro su obiettivi per i quali i democratici pensano di sapere meglio degli altri cosa fare». Abbiamo bisogno, ha detto «di politiche che ci uniscano. Invece, tre mesi dopo il presidente ed il suo partito ci stanno dividendo».

Il riferimento del senatore Scott è anche al tema della ferita razzista denunciata dai movimenti di opinione uniti sotto l’insegna di Black Lives Matter. «Questo non è un Paese razzista» è stato il messaggio di Scott, riferendosi ad uno dei punti nodali del discorso di Biden.

La Casa Bianca, chiedendo al Congresso di agire, è tornata infatti a sottolineare l’urgenza di riconoscere e risarcire la disparità di opportunità che discende direttamente dal pregiudizio figlio dell’era schiavista. Come è tornata a fare appello al Congresso per una legge che regoli, una volta per tutte, l’epidemia di violenza inconsulta che discende dal libero e facile accesso alle armi. Occorre curare anche questa epidemia come, ha detto il presidente, guarire la sfiducia nelle forze dell’ordine per la catena di violenze che hanno visto troppe vittime di colore.

Per la prima volta nella storia degli Usa, alle spalle del presidente due donne, prima e seconda in linea di successione alla presidenza. Kamala Harris, vicepresidente, e Nancy Pelosi, speaker del Congresso. Pelosi ha detto scherzando, ma forse non troppo: «È emozionante fare la storia».