Baghdad: 82 morti
nell’incendio
di un ospedale covid

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26 aprile 2021

Tragedia in Iraq. È di almeno 82 morti e 110 feriti il bilancio dell’incendio divampato ieri in un ospedale attrezzato per il trattamento di pazienti infettati dal covid-19 a sud est di Baghdad. Secondo quanto riportano i media iracheni, l’incendio si è sviluppato a seguito dell’esplosione di una bombola di ossigeno nel reparto di terapia intensiva nell’ospedale Ibn Khatib nell’area del ponte Diyala nella parte sudorientale della capitale Baghdad.

Secondo testimoni oculari, i feriti sono stati trasferiti negli ospedali vicini insieme al resto dei malati in cura all’interno della struttura. Il capo dell’unità di protezione civile irachena, Kadhim Bohan, ha dichiarato che 90 persone sono state tratte in salvo dopo l’esplosione. Il primo ministro iracheno Mustafa al Kadhimi ha ordinato un’indagine sull’incidente. «Un simile incidente è prova di negligenza e quindi ho ordinato che fosse avviata immediatamente un’indagine e che il manager dell’ospedale e i responsabili della sicurezza e della manutenzione fossero detenuti insieme a tutti gli interessati fino a quando non avessimo identificato i negligenti che riteniamo responsabili» si legge in una nota ufficiale. Il ministro della salute iracheno, Hassan Tamimi, è stato intanto sospeso dall’incarico.

Dopo la tragedia, migliaia di persone si sono riversate in strada a Baghdad e nelle altre città dell’Iraq centro meridionale. Le proteste si sono verificate nei centri già toccati da due anni da manifestazioni popolari anti-governative contro il carovita, la corruzione e il clientelismo della classe politica. I manifestanti chiedono le dimissioni di tutto il governo.

Va detto che il sistema sanitario iracheno, già devastato da decenni di sanzioni, guerre e abbandono, è stato messo a dura prova durante la crisi del covid-19. In base ai dati diffusi ieri dal ministero della Salute il numero dei contagi dall’inizio della pandemia ammonta a 102.5288 di cui 15.217 morti.