I ribelli pronti a marciare sulla capitale

Ciad: il figlio di Déby
prende il potere

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21 aprile 2021

Ha suscitato sgomento a livello internazionale la morte ieri del presidente del Ciad, Idriss Déby Itno, per le ferite riportate mentre nel fine settimana guidava l’esercito nella lotta contro i ribelli nel nord del Paese sempre più instabile.

Déby, al potere da trent’anni, era stato appena rieletto al primo turno delle elezioni svoltesi l’11 aprile, ottenendo circa il 70% dei voti. Le forze armate hanno annunciato l’istituzione immediata di un Consiglio militare di transizione (Cmt) guidato da Mahamat Idriss Déby, figlio del defunto presidente, che ha sciolto il governo e il Parlamento, imposto il coprifuoco e chiuso le frontiere. Il Cmt ha assicurato «elezioni democratiche» entro 18 mesi, garantendo «l’indipendenza nazionale, l’integrità territoriale, l’unità nazionale, il rispetto dei trattati e degli accordi internazionali». Lo rende noto la televisione di Stato, citando l’esercito.

Dopo la morte di Déby, il Fronte per l’alternanza e la concordia del Ciad (Fact) — la coalizione ribelle che da più di una settimana ha lanciato un’offensiva nel nord — ha ribadito ieri l’intenzione di marciare fino alla capitale. «Rifiutiamo categoricamente la transizione», ha dichiarato il portavoce del Fact, sottolineando che le truppe sono in avanzata verso N’Djamena. Proprio lunedì, mentre veniva proclamata la rielezione di Déby per un sesto mandato, l’esercito aveva annunciato di aver ucciso più di 300 ribelli, responsabili di un’incursione armata nel nord nel giorno delle presidenziali, e di averne catturati altri 150.

La Francia ha reso omaggio a Déby. «Il Ciad perde un grande soldato e un presidente che ha lavorato instancabilmente per la sicurezza del Paese e la stabilità della regione», ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, auspicando un rapido ritorno al potere civile.