Dichiarazione comune al vertice di Shanghai

Usa e Cina: impegno
su clima e biodiversità

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19 aprile 2021

I due inviati per il clima di Usa e Cina, — John Kerry e Xie Zhenhua — hanno sigillato il vertice di Shangai con un comunicato congiunto.

Preso atto che la sfida climatica è comune a tutte le nazioni, Usa e Cina si impegnano a cooperare, fra di loro e con tutti, perchè la via passa per i «processi multilaterali» già in atto necessari per risolvere la crisi climatica.

«Gli Stati Uniti e la Cina — si legge — sono impegnati a cooperare reciprocamente e con gli altri Paesi». Saranno adottate entro il decennio, continua il comunicato, «azioni concrete per ridurre le emissioni in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015».

Il riferimento all’intesa di Parigi è dunque il terreno di incontro. Ed è lungo l’elenco degli impegni comuni, messi nero su bianco in vista della conferenza sul clima Cop 26 di Glasgow in programma a novembre ma, prima ancora, del vertice virtuale convocato dal presidente Joe Biden per il 22 e 23 aprile. Si comincia dall’impegno ad arrivare all’appuntamento di Glasgow avendo già sviluppato «strategie a lungo termine per conseguire la neutralità» nelle emissioni e nell’uso del carbone (o net zero). E si arriva anche alla collaborazione sul tema della biodiversità.

Usa e Cina, infatti, si impegnano «a cooperare ulteriormente per promuovere il successo della conferenza Cop 15 di Kunming, alla luce della rilevanza del piano mondiale per biodiversità post 2020». Si tratterà, infatti, di definire in quella sede gli obiettivi strategici comuni — ai due Paesi come alla comunità internazionale — fino al 2030.

Ed anche su questo la «cooperazione reciproca in processi multilaterali» è considerata un impegno dalla Cina come dagli Stati Uniti. Salvare la biodiversità del pianeta, infatti, è fra le priorità per mitigare la crisi climatica, si scrive nel comunicato. L’una non si risolve senza proteggere l’altra, come è tornato di recente a sottolineare un rapporto alle Nazioni Unite. Glasgow e Kunming, dunque, come appuntamenti multilaterali ai quali Cina e Usa si impegnano a dare il contributo di azioni concrete concordate in materia di clima e biodiversità.

Il primo traguardo che ci si pone, alla luce dell’intesa di Parigi sul clima, è frenare il surriscaldamento globale del pianeta (almeno di 1, 5 gradi). Fra le azioni necessarie e vincolanti, si legge, adottare «politiche, misure e tecnologie atte a decarbonizzare energia ed industria». Quel che si delinea, fra gli impegni presi, è un piano anche infrastrutturale che non trascuri l’affidabilità delle reti energetiche, l’immagazzinamento delle risorse e l’adozione di un’economia circolare, ossia senza «dispersioni» di risorse lungo il ciclo.

Da registrare anche l’impegno a promuovere e potenziare l’impiego di energie rinnovabili, in un mercato mondiale dove grossi attori sono riluttanti a fare a meno del carbone.

Non manca il tema di un’agricoltura «verde e sostenibile» in un campo di lavoro comune che inizierà il suo cammino dalla videoconferenza di Washington, il 23 aprile, giornata della Terra.