Mozambico, un milione
di persone strette
nella morsa della fame

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14 aprile 2021

Sono quasi un milione le persone strette nella morsa della fame nel nord del Mozambico. Ieri, il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam), ha lanciato un appello per raccogliere fondi destinati ad incrementare gli aiuti nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, dove i jihadisti continuano a seminare il terrore. Il 24 marzo i miliziani hanno attaccato la città di Palma causando la fuga di migliaia di persone e un numero imprecisato di vittime. Cabo Delgado è una zona ricca di risorse naturali, ma tra le meno sviluppate.

Mentre la situazione della sicurezza continua a peggiorare, «più di 950.000 persone nel nord sono ora gravemente colpite dalla fame», ha riferito il portavoce del Pam, Tomson Phiri, durante un briefing. A seguito delle violenze, intere famiglie hanno dovuto abbandonare i propri beni e mezzi di sussistenza, per mettersi in salvo. Molti si sono dispersi nei vicini distretti di Mueda, Pemba e Montepuez, e nelle piccole isole che si trovano lungo la costa di Cabo Delgado. L’attacco ha aggravato la già disperata crisi umanitaria nella regione. Il Pam prevede di assistere 750.000 sfollati, nonché membri vulnerabili delle comunità ospitanti, nelle province di Cabo Delgado, Nampula, Niassa e Zambezia.

«Stiamo affrontando un’ampia crisi umanitaria e probabilmente di lunga durata», ha dichiarato Manuel Fontaine, direttore dei Programmi di emergenza dell’Unicef. La popolazione in alcune città, ha riferito, è raddoppiata o addirittura triplicata con l’arrivo degli sfollati. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, sono quasi 11 mila le persone sfollate. Si ritiene che altre 23 mila siano ancora sulla penisola di Afungi, nei pressi del sito di Total.

Nelle ultime due settimane molti abitanti hanno continuato a vagare nella boscaglia, senza cibo né acqua, dirigendosi verso le città vicine o verso il confine con la Tanzania a nord.