Dentro il Vaticano - La Segreteria di Stato

Tre Sezioni
per una missione planetaria

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
12 aprile 2021

Articolata in tre sezioni — Affari generali, Rapporti con gli Stati e Personale di ruolo diplomatico — la Segreteria di Stato è il dicastero della Curia romana che più da vicino coadiuva il Pontefice nell’esercizio della sua missione, coordinando i vari uffici della Santa Sede e curando le relazioni internazionali.
Se le sue origini storiche vengono fatte risalire al xv secolo, per le crescenti necessità dei Papi di provvedere alla corrispondenza diplomatica in forma frequente, sollecita e segreta, essa si sviluppò più compiutamente nel periodo del concilio di Trento (1545-1563), assumendo di fatto la direzione degli affari politici dello Stato pontificio. L’attuale struttura è frutto delle vicende storiche che portarono alla fine di quest’ultimo e condussero più tardi al concilio Vaticano ii , in seguito al quale Paolo vi e Giovanni Paolo ii — con le rispettive costituzioni apostoliche Regimini Ecclesiae Universae, (dell’agosto 1967) e Pastor bonus (del giugno 1988) — le diedero un nuovo volto, fino a quello odierno che ha assunto tale fisionomia nel novembre 2017 con la decisione di Papa Francesco di rafforzare l’ufficio del delegato per le Rappresentanze pontificie, trasformandolo in una sezione autonoma.
È presieduta da un cardinale che, assumendo il titolo di segretario di Stato, è di fatto il primo collaboratore del vescovo di Roma nel governo della Chiesa universale e può essere considerato il massimo esponente dell’attività diplomatica e politica della Santa Sede.
Alla prima sezione — diretta da un arcivescovo, il sostituto per gli Affari generali, coadiuvato da un prelato, l’assessore — spetta il disbrigo delle questioni riguardanti il servizio quotidiano del Pontefice nella sollecitudine per la Chiesa e nei rapporti con i dicasteri della Curia. Redige i documenti che le vengono affidati dal Papa e cura la pubblicazione degli Acta Apostolicae Sedis e dell’Annuario Pontificio.
Anche la seconda sezione è diretta da un arcivescovo coadiuvato da un prelato, rispettivamente il segretario e il sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati. Ma nel gennaio 2020 Papa Bergoglio ha voluto aggiungere anche un sottosegretario per il Settore multilaterale, scegliendo per tale compito — con un provvedimento senza precedenti — una donna: Francesca Di Giovanni. Alla sezione competono le questioni che devono essere trattate con i governi civili, ovvero la cura — attraverso le nunziature e le delegazioni apostoliche — delle relazioni diplomatiche, compresa la stipulazione di Concordati o accordi, e la rappresentanza presso organismi e conferenze internazionali e congressi su questioni di interesse pubblico. In particolari circostanze, per incarico del Pontefice e consultati i competenti dicasteri della Curia, essa si occupa della provvista delle Chiese particolari e della loro istituzione o modifica.
La terza, come le altre presieduta da un arcivescovo coadiuvato da un prelato, rispettivamente il segretario e il sotto-segretario per le Rappresentanze pontificie, ha la finalità di dimostrare l’attenzione e la vicinanza del Papa al personale di ruolo diplomatico. Dunque si occupa esclusivamente delle questioni attinenti alle persone che lavorano in questo servizio o che vi si preparano, quali ad esempio la selezione, la formazione iniziale dei candidati (in collegamento con la Pontificia accademia ecclesiastica) e quella permanente, le condizioni di vita, gli avanzamenti e i permessi.
Infine, a completamento della gerarchia dei superiori c’è la figura del Capo del protocollo, un prelato che dirige l’ufficio incaricato di occuparsi dei rapporti con il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, delle procedure relative al placet per i nuovi ambasciatori, della presentazione delle lettere credenziali e delle richieste di visite al Pontefice.
Tra gli interventi normativi di Francesco riguardanti le attività della Segreteria di Stato, va ricordato in particolare il recente motu proprio Circa alcune competenze in materia economico-finanziaria, col quale, a partire dal 1° gennaio di quest’anno, è stata trasferita all’Apsa la gestione degli investimenti finanziari e dei beni immobili di proprietà del dicastero, compreso l’Obolo di San Pietro.