Una festa per la musica in «Via dei Matti numero O»

Slancio all’immaginazione

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10 aprile 2021

La festeggiata è la musica, in Via dei Matti numero 0: il programma in onda su Rai tre dal 15 marzo in fascia preserale. L’omaggio è a lei, per l’immenso dono che è, per l’incanto che da sempre ci regala. È lei il centro irradiante di questa striscia televisiva giocosa, leggera d’aspetto ma robusta nell’anima: per le riflessioni sparse sulla musica e un po’ anche sulla vita, per il fiorire continuo di note coinvolgenti, provenienti da una casa aperta tutte le sere dal lunedì al venerdì, per 25 minuti giornalieri di melodie suonate, di parole cantate e parlate, di racconti per comunicare l’anima, la storia e la teoria della musica.

È tanto colloquiale, Via dei Matti numero 0, e tanto ludica, quanto impegnata nell’impresa di afferrare l’essenza di questa compagna invisibile ma inseparabile dell’essere umano, questa sua amica intangibile ma abile perforatrice del suo cuore. L’abbraccio all’arte dei suoni prende forma da un pianoforte al centro del salotto, suonato magistralmente, giocosamente, con innamorata e talentuosa naturalezza, da Stefano Bollani: padrone ironico e appassionato, insieme a sua moglie Valentina Cenni — brava attrice — di quest’abitazione incline al sorriso e ancor di più a un suonare e cantare che per mettersi in moto sfruttano ogni assist, ogni input offerto dal dialogo. Possono essere assaggi, accenni di canzone, oppure brani suonati per intero. Pezzi accompagnati da parole oppure no, ma sempre intonati al tema scelto per ogni puntata: la canzone napoletana o quella dialettale, i cantautori o i generi musicali, il rapporto che la musica ha col gioco, col rito, col corpo, col mistero o la meditazione.

Qualunque sia l’argomento, sempre un ospite varca la soglia della casa per aiutare a svilupparlo: lo fa rispondendo alle domande dei due conduttori e poi offrendo il suo regalo vocale a colei che sa cambiare un cuore in pochi istanti, che sa far mutare rapidamente il meteo di un’anima. C’è stato Francesco De Gregori nella puntata di apertura, e poi Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Irene Grandi, Ornella Vanoni, Eugenio Finardi, Vinicio Capossela, Daniele Silvestri e Raffaele Pe in altre serate finora andate in onda, oltre a Marisa Laurito, Checco Zalone e Luigi Lo Cascio. Hanno partecipato e parteciperanno altri volti, tutti invitati a questo strano indirizzo per cantare le infinite sfumature e i fortunati incontri di quest’arte divulgata, in Via dei Matti numero 0, con intelligente leggerezza, competenza e un’autorevolezza sempre aperta alla battuta, persino alle imitazioni di Bollani.

Con la semplicità che fa efficace una comunicazione e attraente una narrazione. Con l’autenticità che fa armonioso, in questo caso, il gigantesco girotondo delle mille facce citate: voci intese di una stessa lingua, di una sola orchestra, di un unico concerto, di un immenso coro e di una famiglia ideale che salta nel tempo e tra gli spazi della Terra. Areta Franklin e Renato Carosone, Miles Davies e Domenico Modugno, Mozart a Celentano, Leonard Bernstein e Giorgio Gaber: sono solo alcuni dei tanti nomi elencati a raffica, ma mai noiosamente o meccanicamente, sempre con precisione, senso e gusto del racconto, da Bollani e Cenni.

A partire dalla strofa di Sergio Endrigo (su testo di Vinicius de Moraes) che dà il titolo a questa trasmissione buona per chi di musica capisce e per chi la musica, si fa per dire, la ama soltanto. Per entrambe le categorie sono accessibili e consigliati i contenuti di Via dei matti numero 0, i suoi suoni e le sue curiosità, la sua voglia di ribadire quanto è preziosa e bella la musica, di quanto ci aiuti a capire chi siamo. Lo fa, questo programma in equilibrio tra colto e popolare, adoperando le parole di grandi come Marcel Proust, per esempio, citate in una delle tante riflessioni di Cenni: «Più di ogni altra arte — dice lo scrittore — la musica ha la capacità di risvegliare il fondo misterioso della nostra anima». Oppure quelle, altrettanto potenti e profonde, di Platone: «La musica dà un’anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gioia e la vita a tutte le cose».

Ma lo fa anche, Via dei Matti numero 0, coi suoi accordi e la sua voce allegra, col suo ritmo e il suo amore per la musica, limpido e spalmato su una quasi mezz’ora che tramonta sul duetto finale di Bollani e Cenni al pianoforte, seduti uno accanto all’altra, a cantare insieme sorridenti.

di Edoardo Zaccagnini