In India padre Vinnod Kanattu percorre decine di chilometri al giorno per incontrare i parrocchiani

In sella a una bici per portare
la buona novella

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07 aprile 2021

«In un tempo in cui le persone anziane sono dimenticate nel mio piccolo cerco di portare conforto e consolazione a chi ha tanto bisogno di attenzione»: sono le parole di padre Vinod Kanattu, parroco della chiesa di sant’Anna a Rajokt, nel Gujarat, in India, sacerdote della congregazione dei Carmelitani di Maria Immacolata (Cmi), conosciuto da tutti come il “prete ciclista” per la tanta strada che sulle due ruote percorre per raggiungere i suoi parrocchiani. Gli ammalati sono infatti tra i principali destinatari della sua cura pastorale.

«Nella mia parrocchia — racconta — visito ogni persona nel giorno del suo compleanno: ho cominciato nel 2010 e da allora non ne ho saltata neppure una». Nei giorni scorsi, per esempio, è stato il compleanno di Carmeline Dias, una vedova di 87 anni. «Ogni anno le porto la torta, un biglietto di auguri e il pasto con cui festeggiamo insieme. Dal momento che molti figli non si prendono più cura dei propri genitori anziani — sottolinea il sacerdote all’agenzia AsiaNews — penso che anche un piccolo gesto di attenzione sia molto significativo. Nella parrocchia di Ssnt’Anna abbiamo 65 famiglie appartenenti alla classe media o inferiore. Gesù — aggiunge — ha camminato e ha proclamato la buona novella. Andando in bicicletta, posso parlare con le persone lungo la strada. È gente molto comune. Gesù predicava agli oppressi e agli emarginati. Siamo seguaci di quel Gesù».

Padre Vinod, non ha perso l’occasione di stare “vicino” ai suoi parrocchiani nemmeno a Natale e a Pasqua nonostante la pandemia. Per una quindicina di giorni è andato a trovare al Christ Hospital di Rajokt, mantenendo la debita distanza, diverse persone affette da coronavirus.

Lo scorso 11 febbraio, in occasione della Giornata mondiale del malato, si è svolta nella parrocchia di padre Kanattu una solenne celebrazione eucaristica con una speciale preghiera e benedizione per tutti gli ammalati. Come ogni anno è stata anche l’occasione per onorare gli operatori sanitari e quanti si prendono cura degli ammalati. Il sacerdote è apprezzato anche dai suoi confratelli. Molti sostengono che padre Vinod abbia infuso «una nuova vitalità» nella parrocchia di Sant’Anna, ha cambiato lo stile del lavoro parrocchiale. È intessuto nella totalità della loro vita sociale. I contatti con la gente rimangono la chiave del suo successo. È un pastore che conosce le sue pecore. Visite familiari, riunioni mensili per la cena e ministero agli studenti, sono alcuni dei modi creativi in cui padre Vinod ha costruito la comunità e la comunione nella parrocchia. E si tiene anche in contatto con i parrocchiani che sono emigrati altrove. «Il lockdown — conclude il sacerdote — mi ha aiutato a essere più coinvolto con le famiglie e ad avvicinarmi alla comunità parrocchiale. Le persone ora mi sono così vicine, quando qualcuno in famiglia è malato vengo informato. Aiuto in qualunque modo, incluso il ricovero dei pazienti in ospedale. La gente si sente confortata e al sicuro poiché appartiene alla comunità».

di Francesco Ricupero