Ripreso il controllo di Palma dopo l’attacco jihadista

Crisi umanitaria
a Cabo Delgado

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07 aprile 2021

Nella regione del Cabo Delgado, le forze governative hanno ripreso il controllo della città di Palma, in Mozambico al confine con la Tanzania, conquistata dal gruppo islamista di al-Shabaab lo scorso 24 marzo. Secondo fonti locali, citate dal quotidiano inglese «Financial Times», agli scontri hanno partecipato sia soldati dell’esercito di Maputo, sia contractors ingaggiati dal governo. Nei giorni precedentemente alla presa del 24 marzo la popolazione era praticamente tutta fuggita, lasciando una città deserta in mano ai miliziani, che infatti durante l’occupazione hanno distrutto case, ospedali e altre infrastrutture lasciando la città isolata dal resto del Paese. Fonti dell’esercito di Maputo riportano anche di parecchi miliziani uccisi nei combattimenti. Il governatore della regione Valgy Tauabo ha dichiarato che l’obiettivo a breve termine è di riaccogliere gli sfollati e di aiutarli a ricostruire la propria vita, riporta la Bbc.

Ma gli strascichi di questo violento, seppur breve, episodio sono complicati. Gli abitanti di Palma sono fuggiti verso altre città nella regione, dando vita ad una crisi umanitaria che neppure le agenzie delle Nazione Unite finora sono riuscite ad affrontare con continuità a causa dei pericoli collegati alla sicurezza della regione. Quei pochi aiuti che sono riusciti a giungere dalle agenzie e dalle ong come Medici senza frontiere sono arrivati per molti giorni dal mare, a causa dell’isolamento della città e del territorio circostante.

Gli eventi nel Cabo Delgado hanno acceso i riflettori su una crisi che per molto tempo è stata considerata secondaria, ma che in realtà va avanti dal 2017. Il gruppo al-Shabaab nel 2018 si è unito al sedicente stato islamico (Is), che ha rivendicato la conquista di Palma a fine marzo. Negli ultimi giorni il Portogallo aveva deciso di inviare una sessantina di istruttori militari nel Paese per addestrare le forze di polizia e l’esercito in tecniche di antiterrorismo. Lo stesso avevano fatto precedentemente, anche se in maniera più discreta, anche gli Stati Uniti, scrive il «Financial Times», a significare che l’attenzione per gli eventi nella regione orientale africana è aumentata. La scorsa settimana l’Unione africana aveva chiesto alla comunità internazionale un intervento deciso e anche la comunità di sviluppo dell’Africa meridionale si era mossa per affrontare il problema.

Nelle prossime settimane, verrà discusso anche il ruolo dello stabilimento Total presente nella provincia a circa quindici chilometri a sud di Palma. Questo impianto è il frutto del più grande investimento straniero in Africa nel settore energetico. Quindi la messa in sicurezza della regione, l’addestramento dei corpi di polizia e la ricostruzione delle infrastrutture, verrà pianificata ascoltando anche le richieste della compagnia francese.

di Cosimo Graziani