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Il Direttorio per l’applicazione dei principi e delle norme per l’ecumenismo

Una bussola per la pastorale

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24 marzo 2021

«Il Direttorio per l’applicazione dei principî e delle norme sull’ecumenismo del 1993 è il testo di riferimento per il vescovo nel suo compito di discernimento. Questo vademecum è offerto al vescovo come incoraggiamento e guida nell’adempimento delle sue responsabilità ecumeniche». In questo modo Il Vescovo e l’unità dei cristiani. Vademecum ecumenico introduce l’importanza e l’attualità del Direttorio che costituisce una delle fonti principali per il vademecum, soprattutto per quanto riguarda le “applicazioni pratiche” che il vescovo è chiamato a vivere per rafforzare la dimensione ecumenica della propria diocesi nella direzione della costruzione dell’unità visibile della Chiesa. La recente pubblicazione, nel dicembre scorso, del vademecum ha così rilanciato la centralità del Direttorio quale mezzo privilegiato per la costruzione dell’unità nella comunità locale, invitando tutti a una lettura e una applicazione.

L’idea della redazione di un direttorio risale alla celebrazione del concilio Vaticano ii quando apparve evidente che il ripensamento del contenuto e della forma della partecipazione della Chiesa cattolica al movimento ecumenico aveva determinato, in molti casi, una situazione del tutto nuova che aveva suscitato speranze di soluzioni immediate a questioni che avevano alle spalle secoli di divisioni e contrapposizioni; al tempo stesso quanto discusso e promulgato nel Vaticano ii , soprattutto nel decreto Unitatis redintegratio, non rappresentava altro che una fotografia di quanto già veniva fatto, anche se in modo del tutto non ufficiale, in diversi luoghi del mondo. Per questo parve necessario la redazione di uno strumento nel quale indicare cosa si poteva fare e cosa non si poteva fare in modo che il cammino ecumenico portasse all’approfondimento della comunione, a partire dalla Chiesa cattolica, e non occasione di ulteriori fratture dal momento che, proprio durante la celebrazione del Vaticano ii, si erano manifestati conflitti e divisioni tra i padri conciliari di fronte al rinnovamento della teologica della Chiesa cattolica riguardo all’unità. Dopo una prima raccolta di informazioni sulle iniziative ecumeniche delle principali Conferenze episcopali nazionali venne promossa la redazione di un Direttorio che venne pubblicato in due parti, una prima nel 1967 e una seconda nel 1970, contribuendo a favorire la recezione ecumenica del Vaticano ii , tanto da rivelarsi «uno strumento prezioso per orientare, coordinare e sviluppare lo sforzo ecumenico», come ricordò lo stesso Giovanni Paolo ii all’assemblea plenaria del Segretariato per la promozione dell’unità dei cristiani nel 1988.

La recezione ecumenica del Vaticano ii , alla quale contribuì in modo significativo il Papa polacco, con molte parole e molti atti tra i quali si deve ricordare come l’istituzione della Commissione teologica tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, nella linea tracciata da Paolo vi , aprì così tanti nuovi orizzonti da porre, quasi inevitabilmente, all’ordine del giorno la redazione di nuova edizione del Direttorio. Questa doveva tener conto dei numerosi documenti, pubblicati nel corso degli anni dalla Chiesa cattolica per l’ecumenismo proprio per favorire la recezione del Vaticano ii, tra i quali un posto speciale spettava al Codice di diritto canonico (1983), al Codice dei canoni delle Chiese orientali (1990) e al Catechismo della Chiesa Cattolica (1992). Nella premessa al Direttorio, pubblicato il 25 marzo 1993, si legge che, oltre alla necessità di recepire quanto per l’unità era presente in questi documenti, si ricordava che «dopo il Concilio si sono intensificati rapporti fraterni con le Chiese e le comunità ecclesiali che non sono in piena comunione con la Chiesa cattolica; si sono avviati e moltiplicati i dialoghi teologici». In queste parole si coglieva il desiderio della Chiesa Cattolica di proseguire sulla strada intrapresa con il Vaticano ii , rilanciando l’idea che il cammino ecumenico dovesse essere condiviso da tutti i fedeli secondo quanto stabilito e indicato dal magistero della Chiesa.

Il Direttorio si articola in cinque parti: La ricerca dell’unità dei cristiani, dove vengono enunciati i principi dottrinali che guidano la Chiesa cattolica nella costruzione dell’unità visibile in modo da affermare il fondamento dogmatico dell’ecumenismo, che non dipende da ragioni emergenziali o contingenti; L’organizzazione nella Chiesa Cattolica del servizio dell’unità dei cristiani, con la descrizione di quali strutture devono essere attivate, a vario livello per favorire il cammino ecumenico in modo da creare dei rapporti regolari tra la Chiesa cattolica e le diverse tradizioni confessioni cristiane; La formazione all’ecumenismo nella Chiesa cattolica, con le indicazioni dei percorsi di attivare dal momento che la conoscenza della pluralità delle Chiese cristiane e dei principi cattolici dell’ecumenismo rappresenta un passaggio fondamentale da declinare anche in forme del tutto particolari, cioè finalizzate alla creazione di uomini e donne preparati specificatamente in teologia ecumenica; La comunione di vita e di attività spirituale tra i battezzati, con una presentazione di tutte le forme con le quali i cattolici sono chiamati a testimoniare l’unità dei cristiani, a partire dalla condivisione della preghiera fino a giungere ai casi nei quali è possibile vivere insieme la dimensione sacramentale sempre nel pieno rispetto dello stato del dialogo teologico; infine Collaborazione ecumenica, dialogo e testimonianza comune, dove viene descritto l’ampio spettro di forme di testimonianza alla luce della scoperta di una comune base che è la ragione ultima di ogni azione ecumenica nel mondo. Si tratta di un testo che delinea il quadro dell’azione ecumenica della Chiesa cattolica da portare avanti «in maniera equilibrata e coerente, nella linea e secondo i principi fissati dal concilio Vaticano ii », con la preoccupazione che l’ecumenismo diventi realmente pane quotidiano della vita delle comunità locali in una prospettiva in grado di favorire il dialogo nella Chiesa cattolica e della Chiesa cattolica in modo da vivere, secondo quanto espresso dal Direttorio e poi ripreso nel magistero successivo, l’ecumenismo nella quotidianità della fede così come richiesto da Cristo.

A 28 anni dalla sua pubblicazione il Direttorio rimane una bussola preziosa non solo per testimoniare come la recezione ecumenica del Vaticano ii sia uno degli elementi centrali e irrinunciabili del processo di rinnovamento nella continuità della tradizione promosso dal concilio, ma soprattutto per guidare le comunità locali nella costruzione dell’unità, radicata nella preghiera quotidiana che sostiene la conversione del cuore rendendo sempre più feconda la missione ecclesiale.

di Riccardo Burigana