Il segretario generale delle Nazioni Unite a dieci anni dall’inizio del conflitto

La guerra in Siria
«un incubo vivente»

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16 marzo 2021

La situazione in Siria, a dieci anni dall’inizio del conflitto, «è un incubo vivente». A descrivere così la quotidianità del popolo siriano è stato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ricordando che nel marzo 2011 il regime ha risposto alle pacifiche proteste popolari portando avanti un violento giro di vite che ha messo il Paese sulla strada della guerra. «In questi dieci anni sono state centinaia di migliaia i siriani morti, milioni gli sfollati e moltissime le persone detenute illegalmente, torturate, disperse o che vivono nella più atroce miseria» ha ricordato.

«Per dieci anni, il mondo ha visto la Siria affondare nella distruzione e nello spargimento di sangue. Durante questo periodo, i siriani sono stati vittime di violazioni dei diritti umani su vasta scala e sistematicamente. Le parti in conflitto hanno anche ripetutamente violato il diritto umanitario internazionale, finora impunemente», ha detto ancora il segretario generale. «È impossibile comprendere appieno l’entità della devastazione in Siria, ma il suo popolo ha subito alcuni dei più grandi crimini a cui il mondo abbia assistito in questo secolo. L’entità delle atrocità commesse deve sconvolgere le coscienze», ha aggiunto, chiedendo che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni.

Oltre agli orrori del conflitto, il Paese ha visto crollare l’economia e peggiorare enormemente la povertà, tanto che, ha sottolineato Guterres, circa il 60 per cento dei siriani è a rischio fame quest’anno.

Secondo l’Unicef, particolarmente grave nel Paese è al situazione dei bambini. Oltre 12 mila sono stati uccisi o feriti in questi dieci anni di guerra e attualmente il 90 per cento dei bambini in Siria ha bisogno di assistenza, con un aumento del 20 per cento in un anno. Secondo il direttore dell’Unicef Henrietta Fore, in particolare nel nord-ovest del Paese, milioni di bambini sono ancora sfollati, con molte famiglie che continuano a spostarsi per fuggire alla violenza e vivono in tende, rifugi ed edifici diroccati e che hanno dovuto affrontare un inverno durissimo, segnato dal maltempo, con piogge torrenziali e neve. Per il numero uno delle Nazioni Unite è dunque imperativo continuare a raggiungere tutti i siriani bisognosi di assistenza umanitaria. Ciò richiede un maggiore accesso umanitario, nonché maggiori consegne attraverso le linee del fronte e oltre confine. «Ecco perché ho ripetutamente chiesto al Consiglio di Sicurezza di raggiungere un accordo su questa questione cruciale», ha detto. Il segretario generale ha poi assicurato che le Nazioni Unite continueranno a cercare una soluzione politica negoziata al conflitto. Secondo lui, un primo passo in questa direzione dovrebbe essere un progresso tangibile in seno alla commissione costituzionale siriana.

di Anna Lisa Antonucci