Il Wcc e la missione

Nuove sfide nell’ambito
della pandemia

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15 marzo 2021

Come vivere la missione in una prospettiva ecumenica al tempo della pandemia? Questa è stata una delle domande della sessione plenaria della Commission on world mission and evangelism (Cwme), che si è tenuta, in modalità webinar, nei giorni scorsi. La commissione, che rappresenta all’interno del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc) l’istanza della priorità della missione per il cammino ecumenico, tornava a riunirsi dopo la sessione plenaria del maggio 2019, a Helsinki, quando si era parlato di come approfondire la dimensione ecclesiologica della missione nel xxi secolo, soprattutto nel rapporto con le nuove forme di evangelizzazione, trovando punti in comune. Oltre a una condivisione degli incontri a carattere regionale promossi a Helsinki, soprattutto fino al marzo 2020, nella sessione plenaria della Cwme si è parlato delle nuove sfide lanciate all’annuncio del Vangelo dalla diffusione del coronavirus.

Come è stato ricordato più volte, anche nei lavori di gruppo, la pandemia mondiale ha provocato nuove discriminazioni, determinando nuove violenze, anche fisiche, ponendo delle sfide proprio nel campo della missione. Di fronte a questa situazione i cristiani devono rilanciare la comune azione per una missione che inviti alla conversione evangelica come strada privilegiata per sconfiggere la violenza e per affermare una cultura del dialogo, che parta dell’accoglienza dell’altro, cioè, nel caso della pandemia, del prendersi cura dei sofferenti. Su questo aspetto la Cwme, i cui membri sono nominati dal Wcc, anche al di fuori delle Chiese che lo compongono, si è interrogata a partire dalle esperienze di accoglienza ecumenica in modo da giungere alla definizione di contributi tematici per l’undicesima assemblea generale del Wcc, prevista per il settembre 2022. Per questo la missione deve trovare delle forme con le quali sostenere la lotta contro la pandemia, partendo dall’estensione della cura sanitaria a tutti.

Nella riunione si è discusso dell’affiliazione del Consiglio per la missione dell’America settentrionale e dei Caraibi che rappresenta un significativo passo nella direzione di un ulteriore approfondimento del rapporto tra la dimensione universale della missione e la sua declinazione nei contesti locali. Al termine della riunione, la Commission on world mission and evangelism, alla quale prendono parte, sotto varie forme, anche cattolici e pentecostali proprio per rilanciare la dimensione ecumenica della missione, al di là dello stato del dialogo teologico in corso, è tornata a riaffermare che la missione dell’annuncio e della testimonianza di Dio costituisce la pienezza della vita, dell’amore e dell’unità per tutti i cristiani.

di Riccardo Burigana