LA BUONA NOTIZIA
Il Vangelo della IV Domenica di Quaresima (Giovanni 3, 14-21)

Un cuore perdonato

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10 marzo 2021

Quanta paura ha l’uomo che i suoi errori vengano scoperti! Da Adamo in poi il peccato produce vergogna. Chi può reggere il peso della propria miseria? Siamo nati fragili ed insufficienti e sopravviviamo solo se veniamo accolti, curati, riconosciuti. Per questo il cuore umano è insidiato dal terrore del rifiuto e fa i conti con l’antica paura di Adamo, quella di venire alla luce e rischiare di essere disprezzati.

Di mestiere, l’uomo, con le sue opere, cerca di intrecciare foglie di fico per costruire maschere formali o etiche, per avere una strategia di presentabilità, e così sopravvivere alla luce. Sepolcri imbiancati che vedono con orrore ciò che in realtà è salvezza.

La quarta di quaresima, domenica della letizia, celebra uno dei testi più intensi di tutto il Nuovo Testamento, che proclama l’amore infinito del Padre che dà il suo Figlio amato per misericordia degli uomini, perché così si salvino.

Altrimenti? C’è un’alternativa? Esiste un modo per centrare il bersaglio dell’esistenza umana diverso dalla misericordia di Dio? Esiste un’altra strada per sopravvivere alle proprie cantonate se non quello di affrontare lo sguardo di Dio e scoprire che non ferisce, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta?

Sappiamo che la porta della vita nuova e il sentiero maestro per il cielo è il battesimo, che è il perdono dei peccati. Per i sacramenti non c’è altra strada.

Nessun neo-pelagianesimo o neo-gnosticismo potranno mai offrirci quel che il perdono può darci.

Gli uomini hanno cercato altre salvezze, altre pienezze, altri gaudi. E si sono imbattuti in una serie infinita di illusioni evanescenti, di letizie senza spessore e pienezze carenti.

Di questi tempi c’è una pandemia, tanti uomini e donne soffrono e muoiono.

Da molto più tempo c’è l’incredulità nel perdono, la vergogna di sé stessi e la sfiducia in Dio; questi mali hanno creato molto più dolore e morte.

Un cuore nella tenebra, disperde. Un cuore perdonato ricostruisce.

di Fabio Rosini