I 90 anni del cardinale Camillo Ruini

Dal Vangelo
una cultura che dà vita

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19 febbraio 2021

La missione di annunciare il Vangelo e l’importanza di ridare pieno diritto di cittadinanza, nel dibattito pubblico, alla cultura cristiana. Con un dialogo aperto, ma non subalterno, sui grandi temi che toccano profondamente la vita dell’uomo. È in questa dinamica che si dipanano pensiero e azione del cardinale Camillo Ruini, figura centrale della Chiesa italiana.

La questione antropologica


Fondamentale per lui la questione antropologica in una società in cui si tende, diceva, «non soltanto a interpretare l’uomo, ma soprattutto a trasformarlo», «nella stessa realtà biologica e psichica», secondo una concezione «puramente naturalistica o materialistica». Da qui il senso del “progetto culturale”: in primo luogo «mettere in rapporto la fede cristiana con quella “questione antropologica” che sembra essere la sfida più radicale del nostro tempo». Una sfida che interpella non solo i cristiani ma anche «quanti ritengono di non poter rinunciare alla centralità della persona umana».

La vita


Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 19 febbraio 1931 e ordinato presbitero l’8 dicembre 1954, nel 1983 fu nominato ausiliare per le diocesi di Reggio Emilia e Guastalla e in quello stesso anno ricevette l’ordinazione episcopale. Poi segretario generale della Conferenza episcopale italiana nel 1986 e dal 1991 al 2007 presidente. Sempre nel 1991 fu creato cardinale e per 17 anni, dal 1991 al 2008, fu vicario del Papa per la diocesi di Roma. Dicendosi certo di trovare in lui «un collaboratore esperto, fidato, generoso», san Giovanni Paolo ii ne lodò le «doti di intelligenza e di cuore, associando la non comune preparazione culturale a costante e coraggiosa fedeltà nell’adesione alla parola di Dio e al magistero della Chiesa».

Il ringraziamento del cardinale Bassetti


«Eminenza, il Suo è stato vero amore alla Chiesa, alle persone che formano la comunità cristiana, agli uomini e alle donne che hanno abitato la Sua storia e non solo. Resta come consegna alle future generazioni la Sua capacità di custodire gli insegnamenti del concilio Vaticano ii », scrive il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia - Città della Pieve e presidente della Cei, in un messaggio di auguri in cui ringrazia anche il porporato «per la Sua testimonianza e per il Suo servizio alla Conferenza episcopale italiana. Dapprima segretario generale e poi presidente, ha contribuito con sapienza e cura a rafforzare i legami ecclesiali, sociali e culturali della nostra Chiesa e del nostro Paese».

di Debora Donnini