I progetti sul piano energetico e nella lotta alla pandemia

New Delhi e il futuro
degli equilibri in Asia

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17 febbraio 2021

L’India è interessata a potenziare la propria azione strategica in Asia centrale, una regione ricca di risorse naturali e storicamente importante per le rotte commerciali che la hanno attraversata nel corso dei secoli.

I primi rapporti tra New Delhi e questa parte del mondo risalgono proprio ai tempi dell’antica Via della Seta, la rotta che facilitò lo scambio di beni ed idee anche tra regioni non geograficamente contigue. La caduta dell’Unione sovietica ha riavvicinato l’India e le nazioni dell’Asia centrale, che condividono alcuni obiettivi comuni. Tra questi ci sono la lotta al radicalismo islamico, quella al contrabbando e la volontà di incrementare la cooperazione in ambito economico.

Il “Dialogo tra India ed Asia centrale”, giunto alla seconda edizione nel 2020, è un importante strumento per facilitare il dialogo strategico tra le parti e per risolvere le problematiche nell’ambito della cooperazione economica regionale, della connettività infrastrutturale e della sicurezza. Nel 2020 gli interessi comuni si sono focalizzati sul contrasto alla pandemia e l’India ha fornito assistenza medica ed umanitaria alle nazioni dell’Asia centrale, ma non è stata dimenticata la drammatica situazione dell’Afghanistan, che preoccupa tutti gli attori regionali. Kabul fatica a trovare una stabilità interna e questa condizione rischia di facilitare la presa del terrorismo internazionale sulle nazioni vicine. La comunità internazionale ha cercato, a più riprese, di pacificare l’Afghanistan ma senza riscuotere grandi successi.

L’India prende parte anche all’Accordo di Ashgabat, un’importante iniziativa commerciale a cui aderiscono pure Iran, Kazakistan Pakistan, Oman, Turkmenistan, Uzbekistan. Lo scopo è quello di creare un corridoio che faciliti il trasporto di beni tra l’Asia centrale ed il Golfo Persico, una regione al centro degli interessi delle grandi potenze e spesso turbata da inimicizie. New Delhi è interessata al successo del Tapi, un gasdotto che dovrebbe connetterla al Turkmenistan passando per Afghanistan e Pakistan. Il destino di questa infrastruttura energetica è strettamente legato all’evoluzione del quadro afghano e recentemente una delegazione dei Talebani si è impegnata a garantirne la sicurezza. Un impegno di questo genere potrebbe spingere numerosi investitori internazionali a partecipare all’iniziativa e ad aumentarne il prestigio.

L’interesse manifestato dall’India nei confronti dell’Asia centrale è destinato a scontrarsi con la volontà politica della Cina e della Federazione Russa. Le relazioni tra Mosca e questa parte del mondo sono eccellenti e diversi Stati dell’Asia centrale sono parte delle organizzazioni di cooperazione regionale, tanto in ambito economico quanto militare, guidate dal Cremlino. La Cina può invece contare su un’alleanza che è andata rafforzandosi soprattutto in ambito economico ed energetico. Mosca e Pechino potrebbero manifestare una certa irritazione nei confronti di Nuova Delhi qualora le iniziative di quest’ultima si facciano sempre più determinate ed insidiose.

La speranza è che le divergenze tra le nazioni non diano vita a nuovi e pericolosi focolai di tensione in grado di destabilizzare l’area. La stabilità dell’Asia centrale è fondamentale anche per facilitare il contrasto al traffico di droga e nello specifico di eroina che nasce in Afghanistan ed attraversa proprio questa regione prima di raggiungere l’Europa. La speranza è che la lotta ai traffici possa facilitare una nuova forma di cooperazione e non di rivalità tra le grandi potenze e che ciò possa portare ad un abbassamento delle tensioni.

di Andrea Walton