Cambiamento d'epoca

Biohacker: cambiare
il proprio Dna come filosofia
di vita

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13 febbraio 2021

E se dopo i tatuaggi, i piercing e la body art la frontiera di modificare il nostro corpo fosse il Dna? Un nuovo tipo di pirati affolla i mari del digitale: i biohacker che fanno nascere una nuova sub-cultura che si pone all’incrocio tra la cultura hacker e alcune visioni del corpo come opera d’arte dei gruppi fondanti la body art.

Dagli hacker si mutua lo spirito di sperimentazione e di indagine che negli anni Settanta aprì la strada a una serie di eccezionali scoperte fatte da altri hacker (spesso giovanissimi) che riuscirono, con pochi e rudimentali mezzi, a portare avanti progetti innovativi e a “forzare” sempre di più le capacità delle macchine allora disponibili. Inoltre, quando l’interesse degli hacker cominciò a spostarsi anche sull’hardware nacque una nuova esigenza: quella di diffondere i computer tra le masse, creando, in sostanza, una nuova relazione tra l’uomo e la macchina.

Alla body art si deve la tematica della corporeità legata a un inusuale utilizzo del corpo: gli eventi estetici si collocano come momento di indagine profonda del sé e la corporeità si afferma come il territorio privilegiato di ricerca identitaria. È interessante notare come entrambi questi movimenti nascano all’interno dei processi di cambiamento storico e sociale strettamente legati agli avvenimenti della fine degli anni Sessanta e degli anni Settanta.

I biohacker sono persone e comunità che fanno ricerca biologica nello stile hacker, cioè al di fuori delle istituzioni, in forma aperta e orizzontale, condividendo le informazioni. «Si tratta di esperienze in cui, tramite la rete o costruendo laboratori a cui chiunque possa accedere e partecipare, si cerca di rendere la biologia più collettiva e aperta» (Alessandro Delfanti, Biohacker. Scienze della vita e società dell’informazione, Eleuthera, 2013). Proprio come accade nella produzione di software open source.

Modificare la propria costituzione genetica sta diventando sempre più mainstream. Come? Usando lo strumento di modifica genetica Crispr : una tecnica, precisa e potente, che usa la molecola Cas9 e un sistema batterico presente in circa la metà dei batteri e nel 90 per cento degli archeobatteri. Il numero di possibilità tecniche di cui dispone l’uomo, solleva sempre più il problema del rapporto che deve sussistere fra la possibilità tecnica e la possibilità o liceità morale di applicare queste stesse tecniche.

di Paolo Benanti