Conversione pastorale
In un recente volume prospettive e riflessioni per il rinnovamento

Parrocchie oltre la crisi

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27 gennaio 2021

Gli interrogativi sulla crisi della parrocchia e sulla sua possibile evoluzione occupano da tempo l’agenda della riflessione teologico-pastorale e, nonostante la fatica di indicare percorsi e strumenti per il rinnovamento dell’istituzione parrocchiale, essi hanno almeno il merito di attivare un dibattito intorno alla questione. Sullo sfondo di quanto affermato da Papa Francesco, secondo il quale «quella che stiamo vivendo non è semplicemente un’epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento di epoca» (Discorso alla Curia Romana per gli auguri natalizi, 21 dicembre 2019), la crisi della parrocchia va certamente interpretata nel contesto più generalizzato di un profondo mutamento culturale e antropologico, che investe il modo di vivere, la mobilità in cui siamo immersi, le relazioni umane e sociali, gli stili che assumiamo e i valori in cui crediamo.

Infatti, la recente Istruzione della Congregazione per il clero sulla conversione pastorale della comunità parrocchiale si sofferma proprio sui cambiamenti culturali in atto che, specialmente attraverso l’accresciuta mobilità e la comunicazione digitale, «hanno dilatato i confini dell’esistenza» (La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa, n.7) ed esigono perciò una struttura parrocchiale più flessibile, aperta, ospitale, connotata da una effettiva comunione con le comunità limitrofe, da una reale integrazione col territorio e da un rinnovato slancio missionario a servizio dell’evangelizzazione.

Il tema viene ampiamente trattato a più voci da un recente testo curato dal padre vincenziano Salvatore Farì, superiore della Casa della Missione dei Vergini e parroco in Napoli, e dal direttore dell’Istituto di Scienze pastorali della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, professor Carmine Matarazzo. Il volume, intitolato Per una parrocchia generativa. Prospettive e riflessione da più punti di vista (Centro Liturgico Vincenziano, Roma 2020), ha il merito di raccogliere attorno all’argomento alcuni autorevoli contributi.

Il testo infatti si apre con la prefazione del cardinale Crescenzio Sepe, che accompagna il lettore a prendere confidenza con il recente farsi strada di un nuovo dinamismo ecclesiale, aperto ai cambiamenti e alle esigenze di un rinnovato slancio missionario della parrocchia e dell’azione pastorale in genere. Nel suo primo contributo, Matarazzo rilegge la crisi attuale e i sussulti di rinnovamento che la abitano a partire dal Magistero di Papa Francesco, soffermandosi sulla stanchezza e sulla staticità dell’istituzione parrocchiale che, invece, ha bisogno di rimettere il kerygma al centro e di portare avanti con attento discernimento una progettazione pastorale orientata in senso missionario, così da riuscire ad andare «lì dove l’annuncio del Vangelo deve essere portato» (p. 25).

A partire invece dalla ricca biografia di san Vincenzo de’ Paoli, Salvatore Farì affronta il tema del ripensamento della parrocchia in senso missionario, attraverso una conversione capace di suscitare «il passaggio da una pastorale della conservazione a una pastorale dell’annuncio» (p. 38). A seguire, una descrizione di Erminio Antonello sulla parrocchia vincenziana, fondata su ciò che è specifico nel carisma dei padri vincenziani: la missione e la carità.

Il volume mette in evidenza poi, attraverso il contributo di Francesco Asti, decano della Pontificia Facoltà di Teologia dell’Italia Meridionale, come il volto missionario delle nostre comunità ecclesiali dipenda anzitutto dallo spirito di comunione, quando cioè la parrocchia diventa un luogo di relazioni fraterne, armonia di carismi e sintesi di ministeri. Una riflessione questa, cui fa eco quella del vescovo di Otranto, Donato Negro, circa la corresponsabilità tra preti e laici, la quale non dipende da un criterio sociologico ma, piuttosto, dal fondamento cristologico dell’essere Chiesa.

A seguire, il testo offre alcuni contributi che in qualche modo cercano di fotografare da vicino la vita della comunità cristiana, la visione che dovrebbe presiedere l’agire pastorale, gli organismi e le attività, nonché l’urgenza di un rinnovato annuncio. Si trovano qui degli interessanti spunti di Salvatore Purcaro sullo stile della parrocchia a partire da quello di Gesù; Valerio Di Trapani invece affronta il tema del compito specifico degli organismi della carità, affermando che prima di ogni agire, si tratta «di inquietare le coscienze, metterle continuamente di fronte ai bisogni delle persone più povere, indurre la comunità a farsi carico dei fratelli per creare una rete di solidarietà» (p. 92); e, ancora, Antonio Foderaro illustra il tema dell’amministrazione della parrocchia, in quello stile evangelico che deve sempre aiutarci a fuggire la tentazione di un uso improprio o personale dei beni materiali.

Al contempo, nel testo si trova una riflessione dell’arcivescovo emerito di Bari-Bitonto, Francesco Cacucci, sulla pastorale mistagogica in parrocchia, una disamina sulla relazione tra giovani e comunità parrocchiali a cura di Pasquale Incoronato e alcune pagine del padre vincenziano Calogero di Fiore sulla parrocchia come luogo di catechesi e formazione cristiana, in cui l’autore si sofferma in particolare sull’importanza dei linguaggi dell’annuncio, affermando che «saper comunicare è saper creare relazione» (p.30).

L’ultima parte del volume raccoglie e offre alcune schede, curate dalla Famiglia Ecclesiale Missione Chiesa-Mondo, sulla missione evangelizzatrice della parrocchia alla luce dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, che fanno di queste pagine non solo uno spazio di riflessione teologico-pastorale, ma anche un sussidio pratico per parroci, operatori pastorali e osservatori dell’evoluzione dell’istituzione parrocchiale. Ogni scheda, infatti, a partire da Evangelii gaudium, raccoglie un’icona biblica e una serie di domande — a ciascuna delle quali seguono ulteriori riflessioni — sui destinatari dell’annuncio e sul suo contenuto essenziale. Al termine, la postfazione del vescovo emerito di Nola, Beniamino Depalma.

Ci troviamo pertanto davanti a un testo ricco di spunti diversi tra di loro, ma complementari. I contributi, benché partendo da prospettive differenti e manifestando le specifiche competenze e sensibilità degli autori, risultano comunque omogenei nell’intento di offrire una lettura attenta dell’odierno stato di salute della parrocchia e, al contempo, un possibile ventaglio di opportunità da cogliere e strade nuove da percorrere per il suo rinnovamento futuro. Un libro da cui possono trarre frutto tutti coloro che, preti e laici, sono attivamente impegnati nell’ambito pastorale della parrocchia e si interrogano sul suo futuro.

di Francesco Cosentino