Donne e uomini nella Chiesa/11
Riflessioni sull’ammissione delle donne al Lettorato e all’Accolitato

Identica dignità
nella differenza

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19 gennaio 2021

Le sfide che il nostro presente, nella sua complessità, ci pone non possono essere affrontate prescindendo da un’attenta rilettura del passato da cui tale presente scaturisce. Il passato, tuttavia, non parla da solo, ma la sua comprensione è sempre condizionata dai criteri ermeneutici con i quali lo accostiamo e che inducono a porre in primo piano, o nell’ombra, eventi, persone e contesti.

Ciò è particolarmente vero nel caso della ricostruzione della presenza delle donne nella storia, che è stata ampiamente occultata dal ricorso a paradigmi maschilisti ed androcentrici, tali da misconoscere il pur significativo contributo femminile alle vicende storiche in generale ed alla vita della Chiesa in particolare.

Uno dei principali contributi dei gender studies è proprio quello di permettere uno sguardo “altro” nel quale alcun attore, donna od uomo, è assunto come soggetto privilegiato delle dinamiche storiche, portando l’attenzione non solo sui cosiddetti protagonisti, ma sulla complessa trama di vicende da cui la storia è intessuta. In questo modo, emergono rilevanti presenze femminili che, seppure minoritarie, hanno potuto incidere sugli svolgimenti della storia e, nella Chiesa, sulla sua costante lettura del messaggio evangelico, inculturato in contesti tra loro anche profondamente diversi.

A nessun approccio alla Parola, storicamente condizionato, può essere attribuito lo stesso valore assoluto che è proprio di quest’ultima e, quindi, senza rinnegare il passato, è però necessario ritornare all’annuncio originario ed assumerlo come criterio discriminante per leggere oggi la presenza ed i ruoli delle donne e degli uomini nel mondo e nella Chiesa. Anche a questo riguardo, il ricorso ai gender studies può risultare fecondo perché allontana il pericolo di considerare come fondato direttamente sulla Parola quello che, invece, è un portato della storia e delle sue dinamiche. Si tratta, quindi, di attivare una duplice attenzione: da una parte lo sguardo deve volgersi al messaggio fondante e, dall’altra, a quelli che sono i “segni dei tempi” che, alla luce del primo, devono essere interpretati e valutati.

Concentrandosi sulla odierna comunità ecclesiale e rapportandola a quella dei discepoli di Gesù, sorge immediatamente un interrogativo perché ci si chiede se, nell’oggi, si possa realmente parlare di un discepolato di uguali, donne ed uomini, accomunati dall’identica dignità battesimale. Non si tratta qui, prioritariamente, dell’attribuzione di ruoli e funzioni, che pure sono importanti, ma, innanzi tutto, del riconoscimento della presenza delle donne, che, di fatto, è considerevole e significativa nella comunità.

Il riferimento all’identica dignità battesimale, delle donne e degli uomini, unito alla considerazione del significato teologico del battesimo, fornisce uno strumento per valutare la rispondenza dell’odierna situazione ecclesiale al mandato delle origini ed, in tal senso, può essere penetrata in profondità la portata della recentissima ammissione delle donne ai ministeri del lettorato e dell’accolitato. Non si tratta, infatti, tanto dell’attribuzione alle donne di nuove funzioni, quanto, piuttosto, dell’istituzionalizzazione di ciò che esse, già da tempo, in molti luoghi, stanno facendo al servizio delle comunità.

La valorizzazione, in questo caso, è, in realtà, duplice perché riguarda non solo le donne, ma anche lo stesso battesimo come sacramento di iniziazione alla vita cristiana, senza alcuna distinzione tra i fedeli che con esso sono incorporati nella Chiesa. Non è qui messa in discussione la portata teologica ed antropologica della differenza tra la donna e l’uomo, perché sia la prima che il secondo eserciteranno il proprio ministero sulla base della propria personale spiritualità ed a partire dalla loro peculiare sensibilità, ma ad entrambi è riconosciuto il medesimo radicamento battesimale del ministero esercitato, necessitante di una sottolineatura che non occulti la rilevanza dell’apporto delle donne alla vita della Chiesa.

di Giorgia Salatiello