Iniziativa dei vescovi francesi in tema di bioetica

Digiuno e preghiera
per difendere la vita

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15 gennaio 2021

«Apriamo i nostri occhi»: questo è il titolo dell’iniziativa lanciata dalla Conferenza episcopale francese — in concreto un percorso spirituale di quattro giornate di digiuno e di preghiera distribuite tra il 15 gennaio e il 5 febbraio — per ribadire «la dignità inaudita di ogni creatura umana» e allertare i cattolici sui rischi del disegno di legge di bioetica annunciato da Emmanuel Macron sin dalla sua candidatura alle presidenziali, che sarà esaminato in seconda lettura in Senato a partire dal 2 febbraio. Il testo, che prevede l’estensione della procreazione medicalmente assistita alle coppie di donne e alle donne single, la conservazione degli ovociti non solo per ragioni di salute e la facilitazione della ricerca sull’embrione, «comporta gravi rischi per la nostra società, sconvolgendo l’ordine della filiazione umana, aprendo effettivamente un diritto al bambino invece di difendere i diritti del bambino e promuovendo sugli embrioni umani ricerche che non rispettano la loro integrità e che non hanno come scopo primario la loro salute, ma piuttosto un miglioramento dei successi della tecnica di procreazione medicalmente assistita», denunciano i vescovi francesi in un comunicato. «Non stiamo forse assistendo a una diffusa cecità alla dignità di ogni essere umano che nasce gratuitamente e che deve essere accolto fraternamente», s’interrogano i presuli, invitando tutti i cattolici nonché gli uomini e le donne di buona volontà «a essere insieme artigiani del rispetto per tutti gli esseri umani sin dal loro concepimento».

I quattro venerdì di preghiera e di digiuno possono essere vissuti da ciascuno a casa, da solo o con la famiglia o, se la situazione sanitaria lo consente, in comunità. Attraverso questa iniziativa, spiega la Cef, «con un cuore pacifico ma implacabile, i cattolici desiderano aiutare la nostra società francese ad essere una società di amore e di speranza nella verità e nel rispetto della dignità umana, senza la quale la fraternità sostenuta dal nostro motto repubblicano sarebbe solo illusione».

La bioetica rappresenta «un ambito delicatissimo e decisivo, in cui emerge con drammatica forza la questione fondamentale: se l’uomo si sia prodotto da se stesso o se egli dipenda da Dio», affermano inoltre i vescovi, citando parole dell’enciclica Caritas in veritate di Benedetto xvi . «Più che in altri campi — proseguono — la bioetica necessita uno sguardo sull’essere umano e sulla vocazione di quest’ultimo alla fratellanza». Oggi, deplorano i presuli, questo sguardo «è oscurato dall’individualismo che impregna le nostre mentalità e ci rende miopi alla grande bellezza dell’essere umano». Un individualismo che suscita dei comportamenti contrari alla fratellanza a cui aspiriamo — agire tutti insieme rispettando la dignità di ciascuno, dal più piccolo al più grande — e che conduce al ripiegamento su se stessi, «manifestandosi ogni volta che i desideri individuali si trasformano in diritti rivendicati». «La scienza crea delle tecniche che ci rendono preziosi servizi — osserva la Cef — ma noi siamo tentati dal loro prodigioso potere che affascina. Questo fascino oscura la responsabilità morale che, al tempo dell’ecologia, ci obbliga a realizzare una “ecologia umana”».

L’idea di una iniziativa di preghiera e digiuno era maturata durante l’assemblea plenaria dello scorso novembre. Un mese prima, il Consiglio permanente dell’episcopato francese aveva criticato ancora una volta la riforma della legislazione in materia di bioetica. Una presa di posizione diffusa inoltre pochi giorni dopo l’adozione, da parte della commissione per le questioni sociali dell’Assemblea nazionale, di un disegno di legge che mira a facilitare l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, estendendo la durata legale a quattordici settimane invece di dodici. Il Consiglio permanente esortava pertanto i parlamentari «a riflettere seriamente su queste questioni» e invitava tutti i cittadini, in particolare i cattolici, a informarsi su questi argomenti e a esprimere la loro riluttanza e opposizione ai provvedimenti annunciati. «La nostra società — aggiungevano — non deve lasciarsi trascinare surrettiziamente in una via pericolosa per il futuro dell’umanità».

di Charles de Pechpeyrou