Gibilterra entra nell’area Schengen

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12 gennaio 2021

Raggiunto l’accordo per la Brexit, che dovrà essere ratificato attraverso un trattato nei prossimi mesi, l’attenzione di Londra e Bruxelles si sposta su Gibilterra, per la quale il Regno Unito ha dovuto intavolare con la Spagna delle trattative separate da quelle che si sono concluse il 24 dicembre.

Gibilterra è un territorio d’oltremare del Regno Unito sulle coste atlantiche dell’Andalusia fin dal Trattato di Utrecht del 1713, firmato in seguito alla guerra di successione spagnola. In questi ultimi tre secoli, il tema della sovranità sulla “Rocca” (nomignolo con il quale è famoso il possedimento) è stato uno dei punti di scontro tra la Spagna e il Regno Unito, scontri che non si sono mai del tutto sopiti neanche quando i due paesi sedevano insieme a Bruxelles.

L’accordo relativo al territorio è stato raggiunto nel periodo compreso tra il 24 e il 31 dicembre con un enorme sollievo delle parti coinvolte: nel raggiungimento dell’accordo del 24 dicembre ogni aspetto relativo al confine, allo status e al flusso di beni e persone tra la Spagna e la “Rocca” era stato tralasciato per accelerare i tempi. Se non si fosse trovato un accordo prima della fine dell’anno, Gibilterra sarebbe stato l’unico territorio del Regno britannico in Europa in cui vi sarebbe stata in vigore una “hard” Brexit. Per Gibilterra sarebbe stato un colpo durissimo, visto che prima della pandemia circa trentamila persone varcavano quotidianamente il confine (di questi la metà erano lavoratori transfrontalieri, scrive il quotidiano inglese «The Guardian») e che nel corso degli ultimi quarant’anni si è creata una forte interconnessione economica con le provincie andaluse confinanti. Ora l’accordo deve essere trasformato in un trattato e ratificato con le stesse tempistiche per l’accordo sulla Brexit.

Allo stato attuale, il confine tra Gibilterra e la Spagna rappresenta il confine esterno dell’Unione europea, ma una volta ratificato l’accordo tra Spagna e Regno Unito, la “Rocca” entrerà nell’area Schengen rafforzando il legame economico con la Spagna. Questa soluzione ha sollevato alcune domande: chi controllerà il confine? Dove sarà posto? Il confine sarà non più la Verja (il termine spagnolo per indicare l’attuale linea divisoria) ma il porto e l’aeroporto ne prenderanno il posto, mentre l’agenzia europea Frontex ne prederà il controllo come confine Schengen. Chi atterrerà (o arriverà via mare) a Gibilterra verrà controllato dalla polizia locale, dall’agenzia Frontex, che collaborerà con la polizia spagnola per un periodo di quattro anni, scrive il settimanale «The Economist».

Proprio sull’impiego di Frontex e della polizia spagnola sono sorti i primi dissensi tra il governo locale e il governo di Madrid. Il ministro degli esteri spagnolo Arancha González Laya ha dichiarato durante un’intervista rilasciata al quotidiano «El País» che allo stato attuale, al paese iberico spetterà decidere chi entra a Gibilterra perché la frontiera sarà di fatto unica. Queste sue dichiarazioni sono state accompagnate dalla precisazione che il problema non riguarda le rivendicazioni sulla sovranità sul territorio, ma il semplice fatto che i database dell’area Schengen e dell’agenzia Frontex sono accessibili solo attraverso la partecipazione della polizia spagnola alle operazioni di controllo. Gonzalez Laya ha anche fatto intendere che la scelta più naturale dopo la fine del mandato Frontex sia un passaggio di competenze alla polizia spagnola.

La risposta da parte del governo di Gibilterra è arrivata in un’intervista che il suo primo ministro, Fabian Picardo, ha rilasciato allo stesso quotidiano. Picardo ha dichiarato che le frontiere continueranno ad essere due, quella di Gibilterra e quella Schengen, e che il porto e l’aeroporto non saranno la frontiera. Ha inoltre precisato che coloro che arrivano nel territorio potranno accedere agli altri paesi Schengen solo una volta ottenuto l’ok da Frontex. Riguardo alla possibilità di un passaggio di competenze al termine del mandato di Frontex, Picardo ha dichiarato che è solo una delle opzioni, e che la migliore sarebbe un’estensione dello stesso.

di Cosimo Graziani