Un sussidio dell’episcopato tedesco dedicato ai coniugi

Felici in modo nuovo

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04 gennaio 2021

«All’improvviso siete di nuovo in due, dopo aver vissuto per anni con i figli ed esservi concentrati sulla loro crescita. Cosa significa questo per la relazione? Rifiorisce o i problemi stanno diventando evidenti? Questo cambiamento può essere molto impegnativo, esigente, ma anche pieno di nuove idee e di gioia»: l’arcivescovo di Berlino, Heiner Koch, presidente della Commissione per il matrimonio e la famiglia della Conferenza episcopale tedesca, spiega così nell’introduzione ciò che è all’origine di Imparare di nuovo a stare insieme, sussidio pubblicato in occasione della Domenica della famiglia celebrata in Germania il 27 dicembre, festa della Santa Famiglia di Nazareth. All’origine in realtà (a spiegarlo è lo stesso presule) c’è un passo dell’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia di Papa Francesco, là dove afferma che «non si vive insieme per essere sempre meno felici, ma per imparare a essere felici in modo nuovo, a partire dalle possibilità aperte da una nuova tappa» (232).

Il matrimonio — è lo stesso Pontefice a sottolinearlo — ha fasi diverse, ognuna delle quali porta la propria sfida. Se nella pastorale matrimoniale e familiare l’attenzione principale è spesso inizialmente su giovani coppie e famiglie con bambini, dopo che i figli adulti si sono trasferiti i coniugi di solito hanno molti anni per stare insieme come coppia. «Gli sposi assumono la sfida e l’anelito di invecchiare e consumarsi insieme e così riflettono la fedeltà di Dio» (Amoris laetitia, 319). Ma questa fase può rappresentare anche uno “sconvolgimento”. Il sussidio dei vescovi tedeschi offre al riguardo suggerimenti e prospettive per avvicinarsi in modo adeguato a tale trasformazione del matrimonio e della famiglia. Oltre a vari approcci tematici, i lettori sono stati inoltre invitati a plasmare spiritualmente la domenica del 27 dicembre (e non solo essa) con preghiere, brani biblici e testi per la riflessione. «Con l’attuale situazione provocata dalla pandemia di coronavirus», osserva monsignor Koch, «l’apprendimento dello stare insieme potrebbe persino essere rafforzato. In ogni caso esiste un chiaro cambio di prospettiva e l’esperienza di adattarsi all’altro nuovamente».

Il documento — che assume ulteriore rilievo in considerazione dell’Anno speciale dedicato alla famiglia (19 marzo 2021 - 26 giugno 2022) indetto dal Papa in occasione del quinto anniversario della promulgazione di Amoris laetitia — contiene fra l’altro un’intervista a Bettina Zenner, presidente della Conferenza federale cattolica per il matrimonio, la famiglia e la consulenza sulla vita, la testimonianza di Beate Dahmen, esperta in scienze sociali e religiose, a capo del Centro di consulenza sulla vita della diocesi di Trier (Treviri), il contributo di un’organizzazione ecumenica e una riflessione del vescovo di Mainz, Peter Kohlgraf. «Il mutato terreno comune — scrive il presule — aumenta il potenziale di conflitto. Deve essere perciò un’occasione per ripensare allo stare insieme, per ridisegnarlo. La fede cristiana può essere utile perché parla proprio d’amore, che nella coppia è un percorso che deve essere progettato e sul quale aprire nuovi orizzonti in diverse situazioni. La fede può essere un potente motivatore nel risolvere i passaggi difficili attraverso il perdono e la riconciliazione. Essa non è un mondo speciale ma una serie di prove da superare nella vita di tutti i giorni, anche nello stare insieme».

La Domenica della famiglia viene celebrata in tutte le diocesi della Germania dal 1976. Nel 2015 la Conferenza episcopale ha deciso di farla coincidere con la festa della Santa Famiglia, che come è noto si celebra ogni prima domenica dopo il Natale.

di Giovanni Zavatta