Quando è il festeggiato
a fare i regali

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18 dicembre 2020

Ci ha pensato il cardinale, a Siena, a scaricare dal furgone gli scatoloni con medicinali antinfluenzali, strumenti per misurare l’ossigenazione del sangue, mascherine e indumenti per i poveri inviati, come regalo per il proprio compleanno, da Papa Francesco.

«Il suo gesto di pensare ai nostri poveri ci ha commosso e ci incoraggia a proseguire nel percorso di misericordia e di vicinanza agli ultimi» dice il cardinale Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino, appena finito di sistemare il materiale che, giovedì mattina 17 dicembre, gli ha personalmente consegnato a nome del Papa il cardinale elemosiniere.

Sono arrivati anche a Bologna e a Napoli scatoloni con oltre 10.000 confezioni di medicinali che alleviano i sintomi dell’influenza stagionale e del raffreddore. «Per il suo compleanno più che ricevere regali ha voluto fare un dono ai poveri» ha detto il cardinale arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, nel chiedere — telefonicamente — al cardinale Krajewski di ringraziare il Pontefice per «la sorpresa».

«Siamo rimasti molto colpiti dal gesto di generosità del Papa» spiega il direttore della Caritas diocesana bolognese, don Matteo Prosperini. Mercoledì 16 «un corriere “a sorpresa” ci ha recapitato questo regalo per i poveri e ora stiamo contattando gli enti per poter arrivare a portare velocemente ai bisognosi e ai senza fissa dimora queste confezioni di compresse, tre per il giorno e tre per la notte, che alleviano i sintomi di raffreddore e influenza».

La scorsa settimana il  cardinale  Krajewski, sempre a nome di Francesco, aveva consegnato personalmente anche all’arcidiocesi di Napoli le confezioni di medicinali per i più poveri. «Il Papa ha forse voluto festeggiare anzitempo il suo compleanno e il Natale in maniera singolare» racconta don Vincenzo Cozzolino, direttore della Caritas partenopea: «Invece di ricevere regali  ha donato queste medicine che aiutano le difese immunitarie: le abbiamo subito distribuite nelle nostre oltre venti mense».

Il dono del Pontefice, ha fatto notare don Cozzolino, è stata una vera e propria «carezza per l’anima» che interpella tutti, in particolare consacrati e volontari, sul senso del propria missione. Con una drammatica constatazione: il numero dei poveri sta aumentando vertiginosamente.

Le carezze del Papa sul volto delle persone più fragili — rese ancor più fragili in questo tempo di emergenza sociale e sanitaria causata dalla pandemia — non si sono fermate all’Italia: proprio nel giorno del suo compleanno, infatti, Francesco ha inviato in Venezuela quattro ventilatori polmonari per le patologie respiratorie, con un pensiero particolare ai bambini che in questo periodo di Natale sono ricoverati in ospedale.

Gesti concreti e mirati che, attraverso il “braccio” dell’Elemosineria apostolica, stanno scandendo, fin dall’inizio della pandemia, il servizio solidale accanto alle donne e agli uomini più in difficoltà, a Roma e nel mondo, attraverso il dono di materiale sanitario — ma anche di cibo e indumenti — a ospedali e punti di riferimento sociali.