Campagna natalizia di Caritas Internationalis

Giustizia, salute e amore
per gli ultimi della terra

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17 dicembre 2020

«Vogliamo donare ai più vulnerabili un Natale di giustizia, salute e amore e garantire il rispetto dei loro diritti: il diritto ad essere protetti, ad avere accesso al cibo e all’acqua, ad un rifugio, il diritto all’istruzione»: è quanto ha dichiarato il segretario generale di Caritas Internationalis, Aloysius John, in occasione del lancio della campagna natalizia, che quest’anno è totalmente incentrata sul Covid-19. Pertanto, l’ente caritativo invita i propri benefattori a donare un Natale sicuro e giusto a quanti in tutto il mondo soffrono a causa della pandemia e delle conseguenze drammatiche che questa ha comportato in termini di aumento di povertà e di insicurezza alimentare.

«La pandemia da Covid-19 — ha detto John — ci ha mostrato quanto siamo interconnessi e fragili. La lotta contro la propagazione di questo virus è una nostra responsabilità collettiva. Come buoni samaritani dobbiamo dimostrare il nostro amore universale incondizionato, soddisfare i bisogni dei più vulnerabili e portare consolazione. Consolazione che può spezzare la desolazione e dare speranza quando tutto è buio. Questo è il miracolo della carità».

Attraverso il Fondo di risposta al Covid-19, promosso da Caritas Internationalis e dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, 38 Caritas nazionali hanno sostenuto programmi in favore di oltre 13,7 milioni di persone in Bielorussia, Etiopia, Giordania, Ruanda, Iraq, Grecia, Nigeria, Pakistan, Libano, Ucraina e Repubblica Democratica del Congo.

Caritas Gerusalemme, ad esempio, ha fornito assistenza medica a Gaza dove circa l’80 per cento della popolazione dipende dagli aiuti umanitari e circa il 90 per cento delle famiglie non ha accesso all’acqua potabile. Caritas India sta portando avanti programmi di sensibilizzazione sulla prevenzione del contagio e fornisce aiuti alimentari e beni di prima necessità. Mentre Caritas Sudafrica ha già ricevuto e sostenuto oltre 12.000 persone vulnerabili, in maggioranza migranti, che oggi rischiano di morire di fame e sono maggiormente esposti alla pandemia. Tra loro una rifugiata angolana madre di 6 figli. «Questa mamma — ha raccontato suor Maria Rissini, direttrice di Caritas Sudafrica — mi ha detto che il nostro aiuto è stata la risposta alle sue preghiere! Purtroppo, però, vi sono tante famiglie che non siamo in grado di sostenere per mancanza di risorse ed è davvero triste non avere la possibilità di dar da mangiare alle madri e ai bambini malnutriti che bussano alla nostra porta».

A fronte di ciò, Caritas Internationalis chiede per questo Natale un ulteriore aiuto ai propri benefattori, per finanziare altri 9 progetti in Armenia, Burundi, Cambogia, Eritrea, Georgia, Haiti, Liberia, Mozambico e Sierra Leone, che includono la distribuzione di pacchi alimentari, kit igienici e dispositivi di protezione personale, nonché programmi di sensibilizzazione circa l’igiene e la prevenzione del contagio da Covid-19. Non solo, è prevista anche la distribuzione di coperte, materassi, combustibile per il riscaldamento, indumenti invernali e tende per i rifugiati alloggiati nei campi, in modo che possano far fronte alle fredde temperature. Le Caritas locali si assicurano anche che i piccoli delle comunità rurali possano continuare i propri studi attraverso programmi di apprendimento a distanza. Il 45 per cento dei bambini nei Paesi in via di sviluppo, infatti, non ha accesso a Internet.

di Francesco Ricupero