Poliedro - Giornata internazionale del volontariato

Voglia di dare

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05 dicembre 2020

A Potenza si vive la fratellanza in maniera festosa


Una giornata intera di festa, con musica, palloncini e gadget colorati, video e selfie, a Potenza o nei paesi vicini. Incontri porta a porta e nelle piazze, davanti alle parrocchie, alle scuole o alle case di riposo. L’obiettivo è la raccolta di beni alimentari e prodotti per l’igiene da destinare alle persone più in difficoltà. Per ogni singola giornata vengono coinvolti centinaia di volontari. Complessivamente si è arrivati a mobilitare migliaia di persone nelle otto edizioni degli ultimi due anni. Una trentina sono rimasti in pianta stabile per occuparsi dell’evento, che richiede almeno un mese di preparazione.

Si intitola «Un sacco di solidarietà» ed è un progetto della Caritas diocesana di Potenza, con il sostegno dell’Otto per mille della Chiesa cattolica italiana, tramite Caritas italiana. Una iniziativa apparentemente semplice, che riesce ad animare il territorio e a promuovere la solidarietà  e il volontariato in maniera concreta, festosa e creativa. Utilizzando modalità  tradizionali e nuove, come l’uso degli smartphone e la condivisione sui social.

«È una occasione per far partecipare le comunità  locali e far conoscere il nostro emporio solidale — racconta Giorgia Russo, responsabile promozione umana della Caritas di Potenza — i cittadini sono sempre molto generosi, l’ultima volta abbiamo ricevuto una tonnellata di beni. È la prova tangibile che le persone hanno voglia di dare, ma bisogna trovare il modo adatto per incontrarle, creare un ponte».

Di solito ci si accorda con una comunità  parrocchiale, scuola o associazione che sceglie di realizzare l’iniziativa nel proprio quartiere o nei comuni limitrofi. I volontari bussano alle porte delle case, chiedendo ai cittadini di donare alimenti non deperibili e prodotti per l’igiene, che saranno poi destinati all’emporio solidale. Nei paesini più piccoli c’è perfino chi regala conserve, salse, salumi, sottaceti fatti in casa. Sono muniti di casacche con logo, per essere perfettamente riconoscibili. Sorridono e lasciano un regalo, un piccolo gadget come portachiavi o portamonete, anche a chi non dona niente.

Nel frattempo nelle vie del quartiere addobbate con palloncini e striscioni risuona musica, ci sono artisti, giochi di magia per i bambini, c’è un clima allegro. I volontari fanno colazione e pranzano insieme poi girano con le carriole colorate per la raccolta. Perfino le nonnine della casa di riposo danno una mano a piegare le buste. Partecipano anche gli stessi utenti dell’emporio Caritas, intere famiglie. Ci si ritrova poi tutti insieme per una celebrazione con il vescovo, a fine giornata.

La Caritas di Potenza ha dovuto riadattare l’iniziativa alle esigenze della pandemia: mascherine, misurazione della temperatura corporea, distanziamento sociale. «In questo periodo è più difficile ma riusciamo comunque a coinvolgere un centinaio di volontari — precisa Russo — prima ne avevamo anche 300. Il paradosso è che le persone non hanno timore di aprire la porta di casa per paura del contagio. Al contrario, sono contentissime di poter far qualcosa per gli altri. È anche una opportunità  per vincere l’isolamento. In alcuni casi non ci fanno entrare oppure lasciano il pacco di aiuti davanti alla porta».

Altro aspetto significativo è la partecipazione attiva anche di persone non credenti, musulmani o di altre confessioni cristiane: «Sono contenti di dare un contributo, per loro è un gesto di vicinanza».

Prima di questo strano 2020 la Caritas riusciva anche ad organizzare laboratori a tema nelle scuole primarie, per educare i bambini alla solidarietà  e «lasciare un segno». Un modo per dare continuità  all’iniziativa e «riconnettere le comunitໝ. Ora si è dovuto rimodulare il tutto, vista la didattica a distanza e la chiusura degli istituti in alcuni periodi. Tutte le foto dei vari eventi sono confluite in una mostra fotografica ora ospitata nell’emporio Caritas. L’idea è di farla diventare itinerante e portarla nelle varie comunità  parrocchiali, facendo pagare «un biglietto simbolico in alimenti».

L’ultima edizione di «Un sacco di solidarietໝ si è svolta il 18 novembre in occasione della Giornata mondiale dei poveri, in un quartiere popolare di Potenza. Si riprenderà  in primavera, quando nel potentino inizierà  a fare meno freddo.

di Patrizia Caiffa