We Run Together continuerà per le strade tra solidarietà e inclusione

La pattinatrice sul ghiaccio Carolina Kostner, protagonista del progetto solidale We Run Together

Conclusa l’asta sostenuta dal Papa per gli ospedali lombardi

07 agosto 2020

È finita l’iniziativa solidale e sportiva We Run Together promossa da Atlehtica Vaticana e sostenuta da Papa Francesco per il personale degli ospedali di Bergamo e di Brescia? Tutt’altro, si rilancia: nel pomeriggio di venerdì 6 agosto si è conclusa “solo” una tappa dell’ininterrotta testimonianza per uno sport che sia davvero inclusivo e che dia a tutti — da Cristiano Ronaldo al ragazzino con disabilità che si vergogna a uscire di casa — la stessa dignità. Con la consapevolezza che proprio questo stile possa essere motore per una vera ripartenza senza lasciare nessuno indietro: come quando un ciclista resta attardato, per stanchezza o incidente, e i suoi compagni rallentano per riportarlo, insieme, in gruppo.

Il 20 maggio avrebbe dovuto svolgersi a Castelporziano, nel centro sportivo delle Fiamme Gialle, il primo Meeting inclusivo di atletica: nelle stessa pista, insieme, i grandi campioni olimpici e persone con disabilità fisica e intellettiva, carcerati e rifugiati. La pandemia ha costretto a rimandarlo: si spera di organizzarlo a maggio 2021.

Ma Athletica Vaticana non si è persa d’animo: sostenuta da Papa Francesco ha dato vita all’asta solidale coinvolgendo oltre 150 atleti e squadre internazionali — con una significativa partecipazione di paralimpici — per raccogliere fondi a favore del personale degli ospedali Giovanni XXIII di Bergamo e Fondazione Poliambulanza di Brescia, in prima linea per aiutare le persone colpite dal virus. In due mesi — insieme a Fiamme Gialle, Cortile dei gentili e Fidal Lazio — sono stati raccolti 95.034 euro. Con lo stile artigianale del passaparola: nessuna agenzia a fare pubblicità. Insomma, “stile Francesco”.

E “stile Francesco” sono stati anche i “premi” di questa originale asta: oggetti sportivi cari ai campioni, certo, ma anche e soprattutto esperienze di incontro. Alcuni atleti hanno aperto le porte di casa preparando loro stessi una cena proprio per testimoniare la bellezza della “cultura dell’incontro”.

Papa Francesco, che il 20 maggio ha anche registrato un video messaggio per sostenere il progetto, ha messo a disposizione 4 oggetti sportivi, ricevuti direttamente da grandi atleti nel corso delle udienze. E così la bicicletta che il campione del mondo Peter Sagan gli ha regalato è stata messa all’asta e venduta a 30.000 euro.

Ora Athletica Vaticana riparte con più slancio con questo concreto stile solidale, proponendo a tutti di “correre insieme”, provando a vivere una testimonianza cristiana tra la gente, per le strade e nei luoghi sportivi. Forte anche dei suoi atleti “onorari” che il Papa ha avuto modo di incoraggiare personalmente: Sara Vargetto, 12 anni, con una malattia autoimmune ma velocissima con la sua carrozzina, e i giovani migranti che con lo sport stanno vivendo un’esperienza di inclusione. Sì, Athletica Vaticana davvero “in uscita”, in “stile Francesco”.

di Giampaolo Mattei