Scontri al confine tra Israele e Libano

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Scambi di artiglieria tra militari dello Stato ebraico e miliziani di Hezbollah

28 luglio 2020

Hezbollah «sta giocando con il fuoco». Questa l’accusa, durissima, del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, al movimento sciita libanese dopo le tensioni al confine. Netanyahu ha riferito che ieri pomeriggio «un’unità degli Hezbollah è entrata in Israele e che l’esercito ha sventato un attacco» dopo un violento scontro a fuoco. «Ogni attacco sarà respinto con forza: Hezbollah ha già fatto un errore nel 2006, gli consiglio di non ripeterlo» ha aggiunto il premier riferendosi all’ultimo conflitto tra Israele e gli sciiti guidati da Hassan Nasrallah.

Secondo la ricostruzione fornita dall’esercito israeliano, un gruppo di miliziani appartenenti a Hezbollah avrebbe violato il confine con Israele, entrando quindi in territorio israeliano. A quel punto — ha spiegato il portavoce Hidai Zilberman — i militari dello Stato ebraico avrebbero aperto il fuoco. Ne sarebbe scaturito un violento scontro che — stando sempre a Zilberman — non avrebbe provocato vittime né feriti. Secondo lo «Jerusalem Post», sarebbero stati gli Hezbollah ad aprire il fuoco per primi attaccando una postazione militare nei pressi delle fattorie di Shebaa. Inoltre, l’emittente israeliana Channel 12 ha riferito che alcuni miliziani di Hezbollah sarebbero stati uccisi — notizia però non confermata da altre fonti.

Da parte sua, Hezbollah ha smentito di aver violato il confine con Israele e di aver attaccato una postazione militare. In un comunicato del movimento sciita si afferma invece che sarebbero stati i militari israeliani ad attaccare sparando colpi contro abitazioni civili nella zona delle colline di Kfar Shuba e della cittadina di Hebbariye. Hezbollah ha inoltre negato di aver subito vittime.

L’Unifil, la missione Onu che monitora la situazione lungo la “linea blu” che demarca il confine tra Israele e Libano, ha invitato le parti alla massima moderazione. Il comandante dell’Unifil, generale Stefano Del Col, ha detto di essere in contatto con Israele e Hezbollah per cercare di placare ulteriori tensioni.

Toni duri, invece, sono stati espressi dall’esecutivo libanese. «Difenderemo la nostra terra da ogni aggressione» ha dichiarato il ministro degli Esteri, Nassif Hitti, subito dopo la notizia degli scontri. Hitti ha sottolineato che il Libano «è impegnato a rispettare alla lettera la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu», approvata nel 2006 e che prevede il potenziamento dell’Unifil per monitorare la cessazione delle ostilità. «Il Libano — ha spiegato Hitti — aderisce alla presenza delle forze Unifil nel Libano meridionale senza alcuna modifica ai loro compiti e conta sulla comunità internazionale per preservare la sicurezza». Purtroppo, le tensioni al confine tra Israele e Libano si sono pericolosamente inasprite nelle ultime settimane. Pochi giorni fa un drone israeliano è precipitato lungo la “linea blu”; non è ancora chiaro se sia stato abbattuto dagli Hezbollah o se abbia avuto un’avaria. Inoltre, a complicare le cose si sono state anche le recenti ostilità al confine tra Israele e Siria, sulle alture del Golan. Israele ha lanciato diversi raid aerei dopo che alcune esplosioni avevano colpito un’abitazioni civile e un veicolo militare.