Le forze di al-Serraj riprendono il controllo di Tripoli

Recep Erdoğan e Fayez al-Serraj in conferenza stampa ad Ankara (Reuters)

Il premier del governo riconosciuto dall’Onu incontra Erdoğan ad Ankara

05 giugno 2020

Dopo più di un anno di combattimenti, il Governo di unità nazionale libico (Gna), guidato da Fayez al-Serraj e riconosciuto dall’Onu, ha annunciato di aver ripreso il controllo dell’intera area metropolitana di Tripoli. Il primo ministro al-Serraj si è detto determinato a riconquistare l’intero Paese, in seguito a una serie di battute d’arresto del generale dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), Khalifa Haftar.

A segnare un passo decisivo per la risposta all’offensiva lanciata un anno fa da Haftar è stata la riconquista, ieri, dell’aeroporto internazionale di Tripoli da parte delle forze del Gna. Mentre le forze impegnate nell’Operazione Vulcano di Rabbia dichiaravano di aver ripreso il controllo di «tutti i confini amministrativi della capitale», al-Serraj è volato ad Ankara per incontrare il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan. «Tripoli è stata liberata», ha detto il capo del Gna in conferenza stampa al termine dell’incontro con Erdoğan, da mesi suo principale alleato. «Continueremo — ha aggiunto — la nostra lotta fino all’annientamento del nemico in Libia. Non accetteremo alcun negoziato con Haftar». Al-Serraj ha poi ringraziato Ankara per «la sua storica e coraggiosa posizione», assicurando già di voler «vedere le imprese turche in Libia durante la fase di ricostruzione». Un sostegno che Ankara si dice pronta a rafforzare.

Anche se in ritirata, Haftar ha posto però delle condizioni specifiche per tessere le condizioni per un rinnovato dialogo sul fronte diplomatico. Il comando generale dell’Lna ha annunciato, in un comunicato stampa, il ritiro delle sue unità al di fuori di Tripoli, a patto che le forze del Gna aderiscano al cessate il fuoco, nell’ottica di una ripresa dei colloqui del comitato militare 5+5 per un cessate il fuoco duraturo tra le parti. «In caso di mancato rispetto» della tregua, «riprenderà le operazioni e sospenderà la sua partecipazione al comitato 5+5» di Ginevra mediati dall’Onu. «La battaglia — si legge nella nota — non è finita e continuerà fino alla vittoria per il bene degli interessi nazionali». Fonti vicine a Haftar riferiscono che il generale insiste sul fatto che la Turchia non dovrebbe partecipare ad alcuna sessione di negoziazione sul cessate il fuoco in Libia. Durante l’incontro ad Ankara, Erdoğan si è impegnato invece a continuare a sostenere il governo di Tripoli. «Agiremo con al-Serraj a tutti i livelli delle piattaforme internazionali» ha affermato, ribadendo che, a suo avviso, l’uomo forte della Cirenaica «non ha alcuna legittimità per sedersi ai tavoli negoziali».

Nelle ultime ore, le forze del Gna hanno annunciato di aver preso il controllo della città di Tarhuna — ultimo avamposto di Haftar — a sud-est di Tripoli, senza combattere. Lo riferisce l’agenzia turca Anadolu. «Dopo Tarhuna — ha dichiarato il portavoce dell’operazione Vulcano di Rabbia — i nostri obiettivi ora sono Sirte, al-Jufra e i pozzi petroliferi nel sud».