Un sorriso dietro la mascherina

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La Guardia Svizzera celebra la festa del 6 maggio con uno stile sobrio

04 maggio 2020

Non sarà certo un’anonima mascherina a nascondere un sorriso e ad attenuare lo stile di gentilezza e di accoglienza che continua a caratterizzare, anche in questo tempo di pandemia, il servizio della Guardia svizzera pontificia ai varchi di accesso alla Città del Vaticano. Con l’inizio della “fase 2”, le guardie indossano le mascherine, dovendo avere contatti sempre più diretti con le persone, oltre che per proteggere se stesse.

Intanto, il 6 maggio, anche la tradizionale festa del Corpo avrà uno svolgimento particolare per limitare le possibilità di contagio del virus. Alle 17 monsignor Luigi Roberto Cona, assessore della Segreteria di Stato, presiederà la messa nella chiesa di Santa Maria in Campo Santo Teutonico. Alle 18 il comandante Christoph Graf deporrà, sul piazzale dei Protomartiri Romani, la corona di fiori nel ricordo delle 147 guardie morte nella difesa di Roma il 6 maggio 1527. Quindi l’arcivescovo Edgar Peña Parra, sostituto, conferirà alcune onorificenze. Invece il giuramento delle nuove guardie, previsto proprio per il 6 maggio, è stata posticipato a domenica 4 ottobre.

La cerimonia di mercoledì 6 — che avrà carattere riservato e ristretto, nel pieno rispetto delle norme di igiene e di sicurezza che vigono nello Stato della Città del Vaticano — sarà trasmessa in livestream da Vatican Media e potrà essere seguita in diretta sul sito www.guardiasvizzera.ch