Un Giubileo per la Terra

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Al via l’Anno speciale

23 maggio 2020

«La cura per la natura è parte di uno stile di vita che implica capacità di vivere insieme e di comunione. Gesù ci ha ricordato che abbiamo Dio come nostro Padre comune e che questo ci rende fratelli». Rilanciando sabato 23 maggio l’hashtag #LaudatoSi5 con un tweet sull’account @Pontifex, il Papa ha in pratica sancito la propria adesione all’«Anno speciale» dedicato all’enciclica «sulla cura della casa comune», che si apre domenica 24, nel quinto anniversario della firma del documento.

Organizzato dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale (Dssui), l’appuntamento giubilare si concluderà nello stesso giorno del 2021, con una cerimonia di premiazione di diverse categorie di persone impegnate in progetti di azione individuale e comunitaria finalizzati a promuovere buone pratiche in questo ambito.

Introdotto dalla «Settimana Laudato si’» celebrata dal 16 al 24 maggio — durante la quale Francesco ha “twittato” ogni giorno un pensiero per la riflessione sul tema — l’Anno speciale è concepito come un momento di grazia, un’esperienza di kairos, un tempo di Giubileo per la Terra, per l’umanità e per tutte le creature di Dio. E la prima della fitta agenda di iniziative fissate per richiamare l’urgenza della «conversione ecologica» sarà la giornata di «Preghiera comune» per il pianeta e per l’umanità (vedi immagine a lato) di domenica 24, festa della beata Vergine Maria Ausiliatrice.

Del resto, spiega il Dssui in una nota per la stampa, l’urgenza della situazione richiede risposte immediate, olistiche e unificate a tutti i livelli: locale, regionale, nazionale e internazionale, soprattutto attraverso un “movimento popolare” dal basso, un’alleanza tra tutte le persone di buona volontà che — come ricorda lo stesso Papa Francesco al n. 14 dell’enciclica — collaborino «come strumenti di Dio per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie capacità».

Anche perché questo quinto anniversario giunge nel pieno di un momento spartiacque, segnato dalla pandemia da coronavirus che ha svelato quanto profondamente l’umanità sia interconnessa e interdipendente. Ecco allora che il messaggio della Laudato si’ (Ls) può davvero fornire — secondo il Dicastero cui è stata affidata anche la guida della Commissione vaticana covid-19 — la bussola morale e spirituale nel viaggio verso la ri-creazione di un mondo più attento, fraterno, pacifico e sostenibile; un’opportunità unica per trasformare l’attuale lamento e travaglio in un nuovo modo di vivere insieme per gli uomini, uniti nell’amore, nella compassione e nella solidarietà, e in una relazione più armoniosa con la natura.

Nel richiamare l’attenzione sullo stato sempre più precario dell’ambiente, il documento firmato da Papa Bergoglio nel 2015 si è rivelato profetico. Anche perché in questo quinquennio molteplici «crepe del pianeta che abitiamo» — per dirla con le parole della Ls (163) — sono andate ampliandosi: dalle calotte glaciali che si sciolgono nell’Artico, ai furiosi incendi che devastano l’Amazzonia, ma anche l’Australia; da condizioni meteorologiche estreme a ogni latitudine, a livelli senza precedenti di perdita delle biodiversità. Tutti segnali di danni troppo evidenti per essere ignorati. Occorre al contrario una risposta concreta agli interrogativi sollevati da Papa Francesco su che tipo di mondo lasciare alle generazioni future (Ls, 160). È un imperativo morale soprattutto nei confronti delle popolazioni più povere, prime vittime dell’attuale degrado, al cui grido disperato non è più possibile rimanere indifferenti. E così come concepito dal Settore ecologia in seno al Dssui, l’Anno speciale mira in proposito a proporre un pubblico impegno comune verso la «sostenibilità totale», da realizzare in un arco di tempo più lungo — sette anni — coinvolgendo famiglie, diocesi, scuole, università, ospedali e strutture sanitarie, mondo degli affari e rurale, ordini religiosi.

Il Dicastero auspica in particolare un maggiore utilizzo di energia rinnovabile pulita e una riduzione dei combustibili fossili; maggior accesso all’acqua pulita per chi non ne ha; difesa di tutte le forme di vita sulla Terra; attenzione ai gruppi vulnerabili come le comunità indigene, i migranti, i bambini a rischio di schiavitù; produzione sostenibile; commercio equo e solidale; consumi e investimenti etici. E a livello più individuale si raccomanda l’adozione di stili di vita semplici: sobrietà nell’uso delle risorse e dell’energia, evitare la plastica monouso, adottare una dieta più vegetale e ridurre i consumi di carne, maggiore utilizzo dei trasporti pubblici rispetto a quelli inquinanti.

Da ultimo il dicastero fornisce indicazioni anche in campo educativo e formativo, suggerendo linee guida per una spiritualità ecologica che parta dal recupero di una visione religiosa della creazione di Dio, passando attraverso l’incoraggiamento al contatto con il mondo naturale in un atteggiamento di meraviglia, lode, gioia e gratitudine, da esprimersi con celebrazioni liturgiche e sviluppando catechesi, preghiere e ritiri sul tema della salvaguardia ambientale.