In Brasile oltre mille morti in un giorno

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Il Paese nella fase di picco

20 maggio 2020

Per la prima volta il Brasile ha superato le mille morti in un giorno per cause riconducibili al coronavirus, esattamente 1.179. Un triste record che condivide con soli altri quattro Paesi: Stati Uniti, Francia, Cina e Gran Bretagna. Intanto il totale delle vittime ha quasi raggiunto la soglia delle 18.000 unità. Il Paese sembrerebbe dunque essere entrato nella fase di picco ed è quello che a livello globale fa registrare i numeri sulla diffusione del covid-19 più in crescita.

Con quasi 18.000 nuovi casi il numero complessivo dei contagi registrato dal ministero della Salute è salito a 271.628. Secondo gli analisti il Paese, seguendo questo trend, nel giro di pochissimi giorni potrebbe scalzare la Russia al secondo posto nella graduatoria mondiale dei casi positivi. Da una proiezione commissionata dal quotidiano «Estado de Sao Paulo» — considerando le attuali misure di distanziamento sociale, la capacità di ricezione delle strutture sanitarie e il numero di test realizzati — si stima che alla fine di luglio si dovrebbe giungere a una fase di stabilizzazione e il numero dei contagiati dovrebbe raggiungere quota 370.000.

La maggior parte dei decessi, 5.147, sono stati registrati nello Stato di San Paolo dove il numero di casi è arrivato a circa 66.000 unità. Secondo Stato, con 3.079 morti, quello di Rio de Janeiro, dove il numero di casi confermati è di 27.805, seguito da Ceará con 1.856 vittime e 28.112 casi confermati, Pernambuco, con 1.741 decessi e 21.242 positivi, e Amazzonia con 1.491 morti e 22.132 persone contagiate. A ormai 70 giorni dalla dichiarazione della pandemia di coronavirus, casi di covid-19 sono stati registrati anche in almeno 44 tribù di indios brasiliani. Gli indigeni temono che il coronavirus possa «decimare» le comunità. Molti leader locali hanno annullato gli incontri di patrocinio, limitato il movimento tra villaggi e città e bloccato le strade, per cercare di ridurre al minimo il rischio di contagi.

Per provare a fronteggiare la pandemia, ieri, la Camera dei deputati brasiliana ha approvato un disegno di legge che rende obbligatorio l’uso della mascherina per circolare negli spazi pubblici e privati accessibili alle persone, nelle strade e nei mezzi del trasporto pubblico. Finora in diverse città e Stati erano stati presi provvedimenti simili, ma non esisteva una legge a livello nazionale.

Nel frattempo il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, continua a minimizzare gli effetti della pandemia e a incoraggiare la popolazione a continuare le proprie attività, rifiutando di seguire le raccomandazioni di confinamento stabilite dall’Organizzazione mondiale della sanità. Spesso in questo periodo ha denunciato la stampa di “esagerazioni”.

Nel corso della pandemia si è scontrato, facendo poi in modo che rinunciassero all’incarico, con ben due ministri della Salute. Con questi le posizioni sulle misure restrittive erano molto distanti. Con il secondo, Nelson Teich, la divergenza si è accentuata sulla questione relativa all’uso della clorichina per curare i malati di covid-19. Teich non avrebbe avallato la richiesta presidenziale di un cambio del protocollo sanitario previsto per la cura del covid-19, che avrebbe imposto l’uso del farmaco antimalarico sin dai primi sintomi della malattia. Ieri il presidente ha annunciato per oggi la firma, da parte del neo ministro della sanità, Eduardo Pazuello, del nuovo protocollo sanitario.