Il sole guarirà i bambini congolesi

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Un progetto della Chiesa tedesca sullo sviluppo del fotovoltaico per garantire elettricità negli ospedali

27 maggio 2020

Parti effettuati con il solo ausilio di lampade a cherosene, mancanza di medicinali perché non ci sono frigoriferi: il motivo delle insoddisfacenti condizioni sanitarie nella Repubblica Democratica del Congo risiede anche nell’approvvigionamento energetico particolarmente scarso. Alla luce di questa constatazione, Misereor, l’organizzazione dei vescovi cattolici tedeschi per la cooperazione allo sviluppo, punta sulle energie rinnovabili, iniziando in particolare dalla tecnologia più semplice, il fotovoltaico: già adesso alcuni centri sanitari e ospedali di cinque diocesi del paese possono fruire di questa fonte energetica.

«Dopo l’epidemia di Ebola, la crisi del coronavirus nella Repubblica Democratica del Congo dimostra ancora una volta quanto sia importante un corretto funzionamento del sistema sanitario. Gli ospedali in cui era già stato installato un sistema di impianti solari, si trovano chiaramente in una situazione agevolata, potendo contare su un’alimentazione elettrica sicura e indipendente», ha dichiarato Renate Leyens, responsabile del supporto al progetto, in occasione della recente Giornata mondiale della luce. Grazie al lavoro di un personale qualificato e la corretta conservazione di farmaci e vaccini, ai pazienti viene offerta una maggiore possibilità di cure.

Ma gli effetti positivi sono andati ben oltre, afferma Leyens: «Grazie al miglioramento dell’illuminazione del settore sanitario, ospedali e centri sanitari sono diventati anche più sicuri, in conseguenza il numero di rapine e furti è diminuito, e stanno arrivando molti più pazienti. I parenti che assistono i loro familiari hanno, a loro volta, l’opportunità di orientarsi meglio e di prendere cura anche di se stessi». Questo è un effetto collaterale positivo evidenziato dall’organizzazione di aiuto allo sviluppo: sono soprattutto le donne e i bambini a ricevere le cure nei centri sanitari e ospedali attrezzati di pannelli fotovoltaici in quanto non esitano più a consultare un medico in luoghi diventati accoglienti e sicuri. Misereor spera quindi che grazie a questi investimenti il tasso di mortalità materna e infantile — uno dei più alti in tutto il mondo, un neonato su 35 muore entro il primo mese di vita — continuerà a diminuire. Proprio nel 2019, l’Unicef in Repubblica Democratica del Congo aveva invitato a «creare centri sanitari puliti e funzionali, attrezzati con sapone liquido, acqua, elettricità e accessibili ad ogni mamma e bambino».

Secondo un dettagliato rapporto elaborato da Misereor, la Repubblica Democratica del Congo è caratterizzata da un evidente divario tra il suo grande potenziale e l’enorme deficit energetico: il paese dispone infatti di diverse riserve energetiche, di cui alcune in quantità considerevole. Il potenziale idroelettrico, principale fonte di energia del paese, è già utilizzato in molti siti e la più grande centrale idroelettrica, Inga, si trova vicino alla foce del fiume Congo. Le riserve di carbone, petrolio e metano e i depositi di uranio sono stati invece finora poco o per nulla sfruttati. In molte regioni del paese vi sono anche immensi potenziali, ancora non messi a frutto, per l’energia solare, eolica e geotermica. Teoricamente, la Repubblica Democratica del Congo ha attualemente la capacità di produrre circa 2.600 megawatt di elettricità, ma la produzione effettiva è solo di 1.100 megawatt, mentre la produzione potenziale sarebbe pari a 100.000 megawatt.

Nonostante le tante riserve di energia, solo il nove per cento degli abitanti ha accesso alla rete elettrica nazionale; nelle zone rurali, questo tasso raggiunge appena l’uno per cento (nelle città: 35 per cento). Numerosi sono i guasti elettrici, dovuti alle fluttuazioni della tensione elettrica e alle interruzioni di corrente lunghe e frequenti, che privano le famiglie di una fornitura affidabile di elettricità. Perfino la popolazione che vive proprio in prossimità delle linee di distribuzione di energia elettrica non ha la garanzia di accesso sicuro alla luce, anche perché le grandi dighe forniscono elettricità principalmente alle imprese industriali. Per questo motivo, le aziende e le pubbliche amministrazioni preferiscono puntare sui generatori diesel. «Per la società civile congolese, le questioni energetiche costituiscono una delle più grandi sfide per lo sviluppo del paese e dell’umanità. Una sfida che risulterà vincente soltanto con l’azione congiunta dei poteri pubblici, degli attori della società civile e delle istituzioni finanziarie», sostiene il rapporto di Misereor.