Più solidarietà nell’interesse dell’Europa

Il presidente italiano Sergio Mattarella (Reuters)

Forte appello di Mattarella nel pieno dell’emergenza coronavirus

28 marzo 2020

«Stiamo vivendo una pagina triste della nostra storia. Abbiamo visto immagini che sarà impossibile dimenticare. Alcuni territori — e in particolare la generazione più anziana — stanno pagando un prezzo altissimo». Ha usato queste parole, ieri sera, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per rivolgersi a tutti gli italiani nel pieno dell’emergenza coronavirus. Stando ai media, sono circa 25.000 i morti in tutto il mondo, e i contagi aumentano di ora in ora.

«Sono indispensabili ulteriori iniziative comuni, superando vecchi schemi ormai fuori dalla realtà delle drammatiche condizioni in cui si trova il nostro Continente. Mi auguro — ha sottolineato Mattarella — che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa. La solidarietà non è soltanto richiesta dai valori dell’Unione ma è anche nel comune interesse».

Mattarella ha ringraziato le forze dell’ordine, il personale sanitario e i ricercatori che in questo momento stanno lottando in prima linea per fermare i contagi e i decessi. Ha poi fatto appello nuovamente alla responsabilità dei singoli cittadini, che è «la risorsa più importante su cui può contare uno stato democratico in momenti come quello che stiamo vivendo». La risposta del popolo italiano è «oggetto di ammirazione anche all’estero, come ho potuto constatare nei tanti colloqui telefonici con Capi di Stato stranieri». In Italia «sono state prese misure molto rigorose ma indispensabili, con norme di legge — sia all’inizio che dopo la fase di necessario continuo aggiornamento — norme, quindi, sottoposte all’approvazione del Parlamento». In conclusione, uno sguardo al futuro: «Nella ricostruzione il nostro popolo ha sempre saputo esprimere il meglio di sé».

A raccogliere l’appello del Quirinale per un’Europa più solidale è stato il presidente francese, Emmanuel Macron. «Invoco solidarietà, se l’Unione può morire è perché non agisce» ha detto il capo dell’Eliseo in un’intervista al «Corriere della sera». Insieme ad altri capi di stato e di governo, ha detto Macron, «abbiamo indirizzato, prima del Consiglio, una lettera a Charles Michel per inviare un messaggio chiaro: non supereremo questa crisi senza una solidarietà europea forte, a livello sanitario e di bilancio. Questo è il punto di partenza. Gli strumenti vengono in seguito e dobbiamo essere aperti: può trattarsi di una capacità di indebitamento comune, oppure di un aumento del bilancio Ue per mettere un sostegno reale ai Paesi più colpiti da questa crisi». Macron ha fatto riferimento anche al dibattito attuale sui coronavirus: «Preferisco un’Europa che accetti divergenze e dibattiti piuttosto che un’unità di facciata che conduce all’immobilismo».

Intanto, ieri si è registrato un nuovo tonfo delle Borse: Londra è arrivata a perdere oltre il cinque per cento. A confermare la difficoltà del momento è anche il Fondo monetario internazionale (Fmi): «È chiaro che siamo entrati in recessione, uguale o peggiore rispetto al 2009. Prevediamo una ripresa nel 2021. Una delle preoccupazioni è una possibile ondata di default» così il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva.