Il Pontefice ricorda i dodici anni di sanguinoso conflitto

Chi potrà ora guarirti, Siria?

 Chi potrà ora guarirti, Siria?  QUO-201
03 settembre 2022

Distruzioni, crescenti bisogni umanitari, povertà e fame nel Paese al collasso


«Chi potrà ora guarirti, Siria?»: attualizzando parole bibliche che il Libro delle Lamentazioni riferiva a Gerusalemme, il Papa è tornato stamane a ricordare le immani sofferenze «vissute dalla popolazione siriana in questi dodici anni di sanguinoso conflitto». Nel corso dell’udienza ai partecipanti all’iniziativa “Ospedali Aperti” — impegnata a sostenere i tre nosocomi cattolici operanti nel Paese e quattro ambulatori — Francesco ha rievocato «il numero imprecisato di morti e feriti, le distruzioni di interi quartieri e villaggi». Perché, ha aggiunto, «quella siriana... rimane una delle più gravi crisi nel mondo, con distruzioni, crescenti bisogni umanitari, collasso socio-economico, povertà e fame». Per tale motivo, al termine dell’incontro, ha consegnato ai presenti la toccante immagine artistica del piemontese Massimiliano Ungarelli, ispirata dalla fotografia di un papà siriano che fugge con il figlio in spalla. «A me — ha confidato — ha fatto venire in mente quando San Giuseppe è dovuto fuggire in Egitto». Da parte loro i partecipanti all’udienza hanno lasciato in dono al Papa un’icona raffigurante il buon Samaritano, simbolo del loro impegno.

Il discorso del Papa