Lettere dall’Amazzonia

La cura

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
07 agosto 2021
«Per noi la foresta è tutto. È la casa che ci nutre e ci protegge, che fa crescere i nostri bambini e ci dà gioia e lavoro. Non sapremmo vivere altrove, né riusciremmo ad immaginarlo. Per questo non comprendiamo l’aggressione del governo e dei fazendeiros, che puoi vedere dilagare dietro quella collina, alla nostra foresta». Antonio parla con passione, e dalle sue parole traspare una gratitudine ancestrale, che sembra scaturire dalla stessa radice degli alberi. Ma le parole del giovane bisnonno mi colpiscono soprattutto perché a pronunciarle non è un indios, un figlio della foresta, ma un meticcio afro-brasiliano, un contadino discendente dagli schiavi d’Africa. Nella cui parlata a ondate, ascolti spesso tornare una parola bellissima: “o cuidado”, la cura, la custodia della Terra. Una ...

Questo contenuto è riservato agli abbonati

paywall-offer
Cara Lettrice, caro Lettore,
la lettura de L'Osservatore Romano in tutte le sue edizioni è riservata agli Abbonati

Fino al 30 Novembre potrai usufruire del prezzo promozionale di 20€ all'anno