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Erdoğan: «Accettare che ci sono due popoli e due Stati». Critiche da Ue e Usa

Scontro su Cipro

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21 luglio 2021

Nicosia , 21. «Non abbiamo altri 50 anni da buttare. Non può esserci alcun progresso nei negoziati» sul futuro di Cipro «senza accettare che ci sono due popoli e due stati». Queste le parole scandite ieri dal presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, nel corso della sua visita nella parte settentrionale di Cipro per il 47° anniversario dell’intervento militare nell’isola. Una visita che ha suscitato numerose polemiche: Usa e Ue hanno duramente criticato le posizioni del leader di Ankara.

Erdoğan si è recato nel borgo-fantasma di Varosha a Famagosta, rimasto abbandonato dalla fuga dei residenti greco-ciprioti nel 1974 e da allora controllato militarmente dalla Turchia. Lo scorso autunno, Erdoğan aveva già partecipato a una cerimonia simbolica di riapertura dell’area con il leader turco-cipriota Ersin Tatar.

«L’eguaglianza sovrana e lo status paritario dei turchi ciprioti devono essere accettati. È questa la chiave della soluzione», ha affermato Erdoğan, accusando le autorità di Nicosia di adottare «un approccio massimalista distaccato dalla realtà». «Nessuno si aspetti un passo indietro da parte nostra, c’è bisogno di un nuovo negoziato cui partecipino, con pari diritti e riconoscimento, le due parti dell’isola ma entrambe come Stati. Questa è la chiave per risolvere il problema» ha dichiarato il presidente turco. Per poi attaccare direttamente Bruxelles: «L’Unione europea ancora una volta non ha mantenuto la parola data».

Il presidente ha anche fatto un accenno alle trivellazioni nel mediterraneo orientale che hanno provocato forti tensioni con la Grecia negli anni passati: «Lascio alla coscienza della comunità internazionale giudicare chi ha fatto salire la tensione nell’area con atti unilaterali» ha spiegato.

Erdoğan ha portato con sé buona parte dei ministri, l’intero stato maggiore del suo partito, l’Akp, e i massimi esponenti istituzionali: tutto per sottolineare l’importanza della visita. Finora i tentativi diplomatici di mettere fine alle tensioni e avviare un processo di dialogo per la riunificazione dell’isola sono falliti. Gli ultimi negoziati si erano svolti nel 2017 in Svizzera. La scorsa primavera, infine, il tentativo di avviare colloqui formali era naufragato sul nascere.

Come detto, le parole del presidente turco hanno suscitato numerose polemiche. Pochi giorni fa l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Joseph Borrell, aveva dichiarato senza mezzi termini: «I ministri degli Esteri Ue hanno respinto la soluzione a due Stati a Cipro». L’Ue, aveva aggiunto, è preoccupata degli «sviluppi sul terreno, ha ripetutamente chiesto alle autorità turche di non creare una situazione che potrebbe risultare in una violazione delle risoluzioni dell’Onu».

Sulla stessa linea gli Stati Uniti. «È una mossa chiaramente non in linea con le risoluzioni dell’Onu» ha affermato il segretario di Stato, Antony Blinken, nel commentare le dichiarazioni di Erdoğan, aggiungendo che «gli Usa premeranno per una risposta forte dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite».