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23 giugno 2021

I monaci camaldolesi


La comunità di monaci benedettini fiorita oltre mille anni fa dal sacro eremo di Camaldoli, in provincia di Arezzo, guarda al suo fondatore san Romualdo, di cui la Chiesa fa memoria ogni 19 giugno. Il «Santo Abate», nato da una nobile famiglia di Ravenna: a lui si deve la fondazione dei monaci camaldolesi. Il sito internet www.camaldoli.it ne presenta le attività: «Ogni monaco impegnato nel lavoro quotidiano e nella preghiera apre il suo cuore all’ascolto vigile e attento alla Parola di Dio sostegno della fede, cibo dell’anima, sorgente di vita spirituale». La comunità monastica dei camaldolesi «vive nella ricerca di Dio, nella preghiera e nel lavoro, e si apre alla condivisione con gli uomini e le donne del nostro tempo soprattutto attraverso l’ospitalità». Un’accoglienza impossibile sino a oggi e ora ripresa. Accompagnati da una comunità millenaria attraverso momenti di preghiera, silenzio e riflessione, come insegnato dal loro fondatore. Solitudine e comunione che si respirano, rispettivamente, nelle due case: eremo e monastero, ieri come oggi. La storia dell’ospizio e dell’antica “farmacia” è testimoniata da antiche costituzioni dove si afferma che nel monastero di Camaldoli vi sono «servitori con l’incarico di prestare assistenza ai malati», ed è il luogo dove ricevere «cure che possano giovare alla loro guarigione».

La festa di sant’Antonio di Padova


Rivivere le celebrazioni e condividerne la devozione. Dal sito internet www.13giugno.org un viaggio nella preghiera per la festa di sant’Antonio. Una giornata ricca di appuntamenti e, seppur nelle restrizioni, che ha visto nel web una finestra sul mondo per consentire così a ogni fedele di poter “raggiungere” la città di Padova. Dalla reliquia del santo trasportata dalla basilica della Madonna della Salute di Venezia, per la prima volta dal 1652, sino alla concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Francesco Moraglia, patriarca di Venezia. La statua del santo sfila lungo le strade di Padova per poi venir chiuso, a sera, il portone della basilica. Si tratta di «una inedita peregrinatio lungo i luoghi simbolo della resilienza cittadina». Un modo per accompagnare i fedeli e riaccendere la speranza e le occasioni di preghiera nell’attuale difficile momento storico. Il sito ufficiale dedicato alle celebrazioni è nato «per portare la solennità del santo nelle case dei devoti». Un mese di appuntamenti nel «Giugno antoniano» che sosterrà il progetto «13 giugno» di Caritas Antoniana dedicato, quest’anno, al sostegno e all’accoglienza per i bambini di strada in Burkina Faso.

a cura di Fabio Bolzetta