Il 4 giugno a Rovereto la presentazione di un docufilm sul beato Antonio Rosmini

Pensatore e profeta

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01 giugno 2021

Un nuovo docufilm sul beato Antonio Rosmini, dal titolo Antonio Rosmini, pensatore e profeta verrà presentato in anteprima al pubblico il 4 giugno prossimo, alle ore 20.30, al Teatro Zandonai di Rovereto (Trento). L’iniziativa è promossa dal Centro di studi e ricerche Antonio Rosmini del dipartimento di Lettere e filosofia dell’Università di Trento, dall’Accademia Roveretana degli Agiati, dalla Biblioteca rosminiana di Rovereto, dall’associazione culturale Conventus e dal comune di Rovereto.

«In ogni sceneggiato contano i dialoghi, i luoghi, i personaggi — spiega padre Vito Nardin, preposito generale dei rosminiani — ben venga la rappresentazione “al vivo” del Rosmini che suscita interesse al vero e al bene ovunque e con chiunque. Appaia la sua fiducia nella Provvidenza anche nei momenti più difficili. Appaia la freschezza del carisma rosminiano nella carità coniugata nelle tre forme principali: corporale, intellettuale, spirituale». Il documentario della durata di 47 minuti, ripercorre i suggestivi luoghi rosminiani, dal Trentino al Piemonte, diretto dal regista Marco Finola, è una produzione di Cinema cristiano, in due versioni linguistiche, italiano e inglese. In tutto sei esperti — coordinati dalla conduttrice Maria Giulia Scarcella — raccontano la vita e il pensiero di quello che molti ritengono come l’ultimo pensatore integrale del mondo cattolico: Paola Maria Filippi (Accademia degli Agiati), Michele Nicoletti (Università di Trento), Mario Pangallo (Istituto della Carità), Michele Dossi (Centro di studi e ricerche Antonio Rosmini), Paolo Marangon (Università di Trento) e Samuele Tadini (Centro internazionale di studi rosminiani). L’iniziativa mira ad abolire un certo “tabù” su Rosmini, ritenuto talvolta pensatore astruso e incomprensibile. E aggiunge Nardin: «Quale sarà il “gradimento”, specialmente da parte dei giovani? Coloro che tra essi si sentono sfidati dalla situazione attuale non possono che gradire una maggiore conoscenza di Rosmini. Attivissimo fin da giovane, amante della compagnia e dell’amicizia, leader quasi eccessivo, fu condotto ben presto da Dio a dare il primato a Lui più che ai propri progetti. Genio enciclopedico, ha saputo mettere ordine nei suoi molteplici interessi, sfuggendo così alla frammentazione, male esistenziale di tanti giovani d’oggi, verrebbe da dire. Lavoratore instancabile nello scrivere — aggiunge — lo è stato anche nel compito di fondatore dell’Istituto della Carità e suo preposito fino alla morte a soli 58 anni».

Per una maggiore diffusione del docufilm sul web, il comitato promotore insieme all’Iprase di Rovereto, ha creato un apposito sito www.antoniorosmini.com contenente informazioni, notizie, spiegazioni e approfondimenti inerenti lo stesso docufilm, i suoi contenuti e le varie fasi della sua produzione. Un modo alternativo per far conoscere e divulgare la figura di Rosmini a tutti livelli, provinciale, nazionale e internazionale — specialmente nelle scuole di vario grado e titolo — grazie alla rete di studiosi che in vari Paesi lavorano sul pensiero del roveretano e grazie soprattutto alle comunità rosminiane sparse nel mondo.

di Roberto Cutaia