In Etiopia una scuola intitolata a Falcone e Borsellino diventa il faro
per le giovani generazioni

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26 maggio 2021

Immaginate quindici, venti bambini all’ombra di un albero, seduti sull’erba, ma non un prato all’inglese. In Etiopia, in alcuni villaggi isolati, fuori dai centri abitati, difficili da raggiungere, quell’ombra ripara dal sole africano, si trasforma nella classe di una scuola, mentre l’erba che accoglie i piccoli offre il posto, forse meno confortevole, di tante sedioline.

Essere giovani allievi etiopi non è semplice: a volte, magari, le lezioni si possono svolgere in strutture realizzate in legno e fango che nel giro di pochi anni, però, vengono erose dalle piogge nei mesi di giugno, luglio e agosto. A Berkuncho, piccolo villaggio nel sud dell’Etiopia, i bambini possono finalmente andare a scuola, una scuola vera, in muratura, con tanto di direzione, archivio, biblioteca, aula insegnanti e sale riunioni. L’istituto, intitolato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, è stato costruito dal Centro aiuti per l’Etiopia (Cae) fondato a Verbania dall’imprenditore Roberto Rabattoni grazie a donazioni di privati e consegnato da poco a insegnanti e studenti.

Il plesso scolastico, il cui completamento è previsto per settembre, può accogliere 2.500 bambini e ragazzi dai sei ai quindici anni. «Al momento, causa pandemia — spiega Giovanna Minoggio del Cae, nato nel 1983 quando Rabattoni ha adottato una bambina etiope — sono in vigore i doppi turni, per un totale di circa 350 studenti al giorno, tutti in classe con la mascherina». Se all’ombra di un albero i piccoli «scrivono sulle mani e sulle gambe perché — dice Minoggio — non hanno quaderni», alla scuola Falcone e Borsellino i bambini possono disporre di banchi, sedie e lavagne.

«È un progetto che è piaciuto moltissimo a me e alla fondazione», ha dichiarato Maria Falcone, sorella del giudice ucciso a Capaci insieme alla moglie e agli agenti di scorta il 23 maggio di 29 anni fa e presidente della fondazione intitolata al magistrato. «L’idea che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino possano essere il faro delle giovani generazioni di un Paese che lotta quotidianamente contro la fame, le ingiustizie e le diseguaglianze ci riempie di orgoglio».

«Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati due esempi che hanno dato la loro vita in nome dei valori della giustizia e della verità», sottolinea Rabattoni, presidente del Cae. «I giovani studenti che frequenteranno la scuola primaria intitolata ai due giudici potranno conoscere il loro esempio di umanità, di coraggio e i valori che hanno incarnato, diventando degli esempi per il loro futuro».

«Le loro idee camminano sulle nostre gambe» si legge sugli striscioni degli studenti italiani alle commemorazioni di Falcone e Borsellino, uccisi nelle stragi di Capaci e via D’Amelio. È bello pensare che accompagneranno e ispireranno anche sogni e progetti di una vita migliore dei giovani studenti etiopi. Tra i progetti realizzati dal Cae anche la scuola primaria Papa Francesco ad Abuna e i centri di accoglienza San Giovanni Paolo ii ad Areka e San Pio da Pietrelcina, dove bambini vulnerabili abbandonati, disabili, sieropositivi e orfani hanno trovato una casa.

di Alessandra Zaffiro