· Città del Vaticano ·

PER LA CURA DELLA CASA COMUNE
Le Comunità Laudato si’
Da Bra a Rieti

Insieme per costruire
la casa del futuro

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
24 maggio 2021

«Siamo rimasti affascinati ed interpellati dal messaggio dell’enciclica», dicono i componenti della Comunità Laudato si’ Bra 2, nata nell’aprile 2018 per opera di un nutrito e misto gruppo di attivisti. Credenti e non credenti, persone impegnate nel sociale e operatori parrocchiali, tutti si sono messi al servizio della nuova avventura lanciata dall’appello di Carlin Petrini, “di casa” nella zona, e del vescovo di Rieti Domenico Pompili. «Ci abbiamo creduto fortemente e con entusiasmo, fin dall’inizio», dicono i componenti della Comunità, che non sono voluti mancare ai Forum organizzati ad Amatrice nel 2018 e nel 2019. «Abbiamo investito molto nell’obiettivo di Casa Futuro, il Centro Studi Laudato si’ dedicato alle tematiche ambientali e alle loro ricadute sociali che nascerà nel complesso del “Don Minozzi”, proprio al centro del paese terremotato dell’Appennino centrale. Un centro che ospiterà giovani per stage, summer school, percorsi di riflessione e scambio ed eventi dedicati all’aggregazione e alla formazione: l’educazione ha un ruolo centrale nella costruzione del nostro futuro comune e le Comunità Laudato si’ dovranno farsene promotrici». L’ambizioso progetto della Casa del Futuro di Amatrice, che proprio negli scorsi giorni si è avviato alla conclusione delle fasi preliminari, è stato sposato in pieno dal gruppo piemontese. «Proprio perché si siamo resi conto di persona dello sfacelo non solo delle case, ma anche del tessuto sociale di quel territorio, ci siamo impegnati per dare una mano. Abbiamo organizzato delle cene solidali — a base di pasta all’amatriciana, ovviamente! — al fine di sensibilizzare e raccogliere fondi». Cene che non sono state solo occasioni benefiche e conviviali, ma anche vere e proprie opportunità per divulgare in maniera collaborativa e sinergica i principi dell’enciclica. Le materie prime sono state quasi interamente offerte da commercianti e contadini braidesi, e ai quasi duecento commensali è stato consegnato il decalogo delle buone pratiche della “Carta di Amatrice”. Incontri in cui ciascuno ha fatto il proprio, compatibilmente con opportunità e competenze. Attingendo anche alle arti: l’artista braidese Dino Sacchetto ha messo gratuitamente a disposizione due opere per promuovere il progetto della Casa del Futuro, ed è stata allestita anche un’opera teatrale che riproponesse i contenuti dell’enciclica. Tutto, per mettere un tassello nel grande progetto che sta prendendo forma nel paese terremotato: saranno edificati 18.000 metri quadrati su un’area di cinque ettari di terreno, per un importo complessivo superiore ai 30 milioni di euro. «Questa struttura sarà la prova tangibile che Amatrice sta provando a rinascere senza lasciarsi fiaccare dalla sfiducia, grazie a un ripensamento moderno e sostenibile dell’intera area, che offrirà proposte per i giovani, opportunità per la filiera dell’agroalimentare, accoglienza per gli anziani, ospitalità per i servizi del Comune», ha detto il vescovo Pompili. L’apertura del cantiere è prevista entro la fine dell’estate.

di Sabrina Vecchi