Tre “fratelli”
Pubblichiamo di seguito la presentazione scritta da Papa Francesco al libro «Come sale e lievito. Appunti per una teologia della vita consacrata della Chiesa» dei frati minori Valentino Natalini e Ferdinando Campana (Libreria editrice vaticana, 2021, pagine 290, euro 15).
La Chiesa è bella perché è amata dal suo Sposo e Signore. E l’amore dello Sposo l’ha resa feconda, bella e felice. I tre stati di vita che la compongono e la caratterizzano sono una realtà che da sempre l’hanno contraddistinta e arricchita. Essi non sono tre compartimenti separati e in lotta tra loro, tre isole sperdute nell’oceano, tre castelli arroccati su altrettante montagne superbe e presuntuose.
Il santo popolo di Dio fiuta assai bene se dentro la sua compagine ci sono tre fratelli o tre fratellastri, tre nemici che si ignorano o si combattono o tre splendide creature che si sostengono reciprocamente e si donano l’uno all’altro per far crescere l’altro.
Lungo la storia della Chiesa e nei tempi bui della sua vicenda umana si sono a volte manifestati fenomeni di soprusi e di rivendicazioni fuorvianti. A volte c’è stato il clericalismo e la mondanità spirituale che hanno mostrato non il volto del servizio e della testimonianza di vita autenticamente cristiana, ma la superbia e la rivendicazione del potere. A volte c’è stata la pretesa che uno stato specifico di perfezione fosse migliore degli altri, garantito, magari anche senza la necessaria umiltà e la coerenza della vita. A volte c’è stata la rivendicazione di un’autonomia rispetto agli altri stati di vita, con la presunzione di fare della Chiesa, casa e scuola di comunione e di fraternità nell’unico popolo di Dio, un’accozzaglia di soggetti autoreferenziali, orgogliosi e presuntuosi delle proprie prerogative, dimenticando che si arriva primi quando tutti e tre i soggetti arrivano insieme alla meta.
Questo testo a quattro mani, è scritto da un teologo francescano, attempato e collaudato, novantenne, che legge con la purezza del neofita i testi del magistero, con semplicità e profondità, senza farsi ingannare da scuole teologiche di parte, che sono o troppo avanti per attendere il tempo e il modo necessari per condividere con altri le proprie idee, o troppo in ritardo per accogliere la bellezza della novità e dell’evoluzione del magistero della Chiesa al passo con i doni dello Spirito che sempre stupisce. Il testo, poi, è arricchito dalle meditazioni e riflessioni di un più giovane confratello, liturgista e appassionato di teologia e di spiritualità, mio caro amico da lunga data, che si è cimentato con qualcosa di antico e qualcosa di nuovo, per rendere la Sposa più bella e più attraente, sulla scia del grande teologo svizzero Hans Urs von Balthasar, che aveva parlato della reciprocità del “principio petrino” e del “principio mariano” nella Chiesa, e che aveva dato per scontato che i tre stati di vita, di cui si parla in questo testo, sono ugualmente necessari e costitutivi della Chiesa. E su questa scia, il Santo Padre Giovanni Paolo
Desidero che la lettura di questo testo ci aiuti ad approfondire il mistero della Santa Madre Chiesa gerarchica.
Dal Vaticano, 25 dicembre 2020
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