· Città del Vaticano ·

Passo decisivo nel processo di pace in Sud Sudan

Il presidente Kiir
scioglie il Parlamento

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
11 maggio 2021

Dopo mesi di attesa, il presidente del Sud Sudan Salva Kiir ha finalmente sciolto il Parlamento, mettendo in pratica uno degli step previsti dall’accordo di pace firmato nel 2018 dallo stesso Kiir e dal suo ex vicepresidente Reik Machar, capo della fazione che ha combattuto il presidente in una guerra civile durata cinque anni. Secondo quello che si apprende da Reuters, il presidente dovrà ora lavorare alla creazione di una assemblea, aumentando il numero dei suoi componenti da quattrocento a cinquecentocinquanta. È previsto che i nuovi membri non siano eletti dai cittadini, bensì scelti dai partiti firmatari dell’accordo.

Secondo quanto si apprende dalla testata Il Post, al partito di Kiir, il Movimento di liberazione del popolo sudanese, dovrebbero andare la maggioranza sei nuovi seggi, mentre al partito di Machar circa un quarto. La decisione di non far eleggere i membri della nuova camera in maniera diretta ha l’obiettivo di evitare lo scatenarsi di nuovi scontri tra i vari gruppi etnici che compongo la popolazione. Lo stallo sullo scioglimento del Parlamento è stato sbloccato dalla visita dell’inviato speciale per il Sud Sudan del governo statunitense Donald Booth.

La notizia è stata accolta positivamente da Jame David Kolock, portavoce del South Sudan Civic Society Forum (Sscsf), riporta Arab News. Kolock però ha auspicato che la decisione non deve segnare l’inizio di una nuova fase di incertezza politica per il Paese e che la nuova assemblea deve essere formata al più presto. Il “Revitalized Agreement on the Resolution of the Conflict in the Republic of the South Sudan” è stato firmato nel 2018 dai rappresentanti di dieci partiti politici, quelli di Kiir e Machar sono i primi due firmatari, e dai rappresentanti di altri componenti della società civile, tra i quali la stessa Sscsf e il vescovo emerito Enock Lombe Loro. Tra gli aspetti più importanti che vengono introdotti, vi sono anche il maggior peso politico riconosciuto alle minoranze etniche nel processo di pace e la maggiore partecipazione delle donne alla vita politica del Paese.

Il Sud Sudan si è dichiarato indipendente dal Sudan nel 2011 dopo un decennio di guerre civili. Nel 2013, una nuova guerra è scoppiata in seguito all’allontanamento di Machar dalla carica di vicepresidente.

Questo nuovo conflitto è durato cinque anni e ha causato circa quattrocentomila morti. Con la firma dell’accordo di pace del 2018, la situazione però non è migliorata: la fase di incertezza continua a causare scontri tra le varie etnie e fonti delle Nazioni Unite hanno dichiarato che negli ultimi sei mesi sono state registrate più di mille vittime negli scontri armati.

di Cosimo Graziani