Dialogo con l’islam
La lettera dell’arcivescovo di Algeri

Un tempo fraterno
tra credenti

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14 aprile 2021

Un «momento privilegiato» per vivere la fraternità e la solidarietà tra cristiani e musulmani: così viene descritto il Ramadan da monsignor Paul Desfarges, arcivescovo di Algeri, in una lettera pubblicata a pochi giorni dall’inizio del tradizionale mese di digiuno per i credenti di fede islamica. «Questo tempo di rinnovamento spirituale per i nostri fratelli e sorelle musulmani è un’opportunità per associarci con il cuore alla loro preghiera — evidenzia il presule — e anche per vivere forti momenti di vita fraterna, ad esempio durante gli inviti a partecipare alla rottura del digiuno». E anche se quest’anno sta mettendo a dura prova molte famiglie povere «poiché il costo della vita è aumentato notevolmente», aggiunge, il Ramadan «sarà sicuramente un momento di maggiore solidarietà». «Siamo convinti che Dio benedice questo tempo — afferma l’arcivescovo — perciò auguriamo a tutti i nostri fratelli e sorelle un mese di gioia e condivisione». Papa Francesco, ricorda inoltre Desfarges, nel suo Messaggio per la Quaresima 2021 ha chiesto ai cristiani di vivere un tempo di carità: un invito che deve prolungarsi anche adesso, sottolinea il presule francese, perché il Santo Padre ha ricordato che «vivere una Quaresima di carità vuol dire prendersi cura di chi si trova in condizioni di sofferenza, abbandono o angoscia a causa della pandemia di covid-19». «Tempo di Quaresima cristiana, festa di Pasqua, tempo di Ramadan musulmano, sono occasioni che ci vengono date per vivere al meglio la solidarietà sociale e la fraternità», afferma l’arcivescovo di Algeri.

La lettera di monsignor Desfarges è anche motivo di ricordare i frutti del viaggio apostolico compiuto da Papa Francesco in Iraq a inizio marzo: «Non dobbiamo dimenticare troppo presto questo itinerario del pellegrino della fraternità nella terra di Abramo e il messaggio di speranza che ha espresso», osserva il presule. A Ur, in particolare, il Santo Padre «ci ha rivelato l’attualità della Pasqua andando ad incontrare i suoi fratelli delle diverse confessioni di fede musulmana, delle grandi tradizioni sciite e sunnite, e di varie minoranze, yazidi, mazdei, sabei e altre». Durante l’incontro interreligioso svoltosi sulla piana di Ur, aggiunge, «il Papa aveva consegnato un messaggio di fraternità» affermando: «Se vogliamo custodire la fraternità, non possiamo perdere di vista il Cielo. Noi, discendenza di Abramo e rappresentanti di diverse religioni, sentiamo di avere anzitutto questo ruolo: aiutare i nostri fratelli e sorelle a elevare lo sguardo e la preghiera al Cielo». In precedenza, il Pontefice «aveva incontrato una grande figura spirituale sciita, l’Ayatollah Al-Sistani, innanzitutto come un fratello e un fratello credente».

Il Santo Padre, conclude l’arcivescovo di Algeri, «è animato da questa convinzione espressa dal concilio Vaticano ii : per mezzo della Risurrezione, Cristo è in qualche modo unito ad ogni uomo. Questo è il motivo per cui il Papa invita le religioni a lavorare con lui per la pace. Questa è anche la vocazione della nostra Chiesa qui in Algeria: lavorare per la pace creando la fraternità con tutti».

di Charles de Pechpeyrou