· Città del Vaticano ·

La maestra che parla di Gesù

Quell’abbraccio rubato

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12 aprile 2021

Si presentano così, davanti ai tuoi occhi, senza vederli realmente, ma con la consapevolezza di averli già visti in quel preciso momento, in quel preciso posto, in quel preciso contesto, in quel caro banco. Sono tantissimi, ma ognuno ha un nome, un volto. È una sensazione indescrivibile, una nitidezza che ti fa persino sentire le loro voci, la loro singola voce; allora ti senti colto da una emozione caldissima, la tua gratitudine e il tuo grazie che sgorga dal profondo del cuore, ha una sola direzione: la bontà infinita del Creatore. Un abbraccio rubato al volo mentre si fa la fila per il bagno; due occhi che si incrociano, il sorriso a 360 gradi di un bimbo, che scalderà il tuo cuore fino a sera. “Maestra vieni da noi oggi?” “Domani sarò con voi, oggi vado dagli altri bambini, domani faremo delle cose bellissime, mi raccomando venite tutti”. E sì, la gioia più grande per un’insegnante di religione, è che ogni giorno tutti siano presenti. “Maestra ci parlerai di Gesù?”, “Maestra quando lo prepariamo il libro per Papa Francesco?”. “Bravo, ti sei ricordato che faremo un bel libro illustrato, sui dieci comandamenti verdi che ha scritto il nostro Papa, con i vostri bellissimi disegni a colori. Bravo. Lo faremo la prossima settimana, cosi gli spediremo anche gli auguri di Pasqua con la nostra bella colomba”. “Maestra io la so la poesia di Pasqua, vuoi sentirla?” “Certo tesoro, sei pronto? Uno, due, tre”. “La Pasqua è arrivata, la primavera è sbocciata. I fiori nelle aiuole, sono di mille colori. La pace nel cuore è segno di amore. Una colomba tutta bianca, vola vola e mai si stanca. Vola in alto su nel cielo per esprimere un pensiero. Vola su, torna giù, dice a tutti: è la Pasqua di Gesù”. “Bravissimo; poi faremo volare la colomba ok?”. A volte le promesse non sempre si possono mantenere, e non per questioni di volontà, ma perché all’improvviso tutto cambia, i nostri sogni, i nostri desideri, i nostri progetti, le nostre aspettative; rimane solo un cancello chiuso. Un cancello che pure lui ha una speranza: aprirsi, spalancarsi, essere disturbato da un gioioso vocio. Sicuramente questo avverrà, e sarà un giorno felice, e la nostra colomba volerà in alto su nel cielo e si poserà su quel banco, su quel caro banco che ha saputo aspettare con fiduciosa speranza e inizierà una nuova avventura.

di Silvana Stalteri