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Somalia: stallo sull’organizzazione delle elezioni presidenziali

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10 aprile 2021

In Somalia fallisce l’ennesimo round di consultazioni per l’organizzazione di nuove elezioni presidenziali. Nella giornata di mercoledì scorso i rappresentanti delle entità federali che compongono lo Stato del Corno d’Africa hanno sospeso la riunione a causa delle discordanze riguardanti la composizione della commissione elettorale, le modalità di voto della provincia del Somaliland e della crisi in atto lungo il confine con il Kenya.

Ma a creare incertezza è anche il ruolo delle singole entità federali: Africanews riporta che uno dei leader regionali, il governatore dello Stato del Jubbaland Ahmed Madobe, si è opposto alla supervisione delle autorità di Mogadiscio sull’intero processo elettorale.

Questa situazione di stallo estende ulteriormente il mandato dell’attuale presidente Mohammed Abdullahi Farmaajo, che avrebbe dovuto lasciare l’incarico a febbraio. Secondo molti suoi oppositori, la crisi è alimentata dallo stesso Farmaajo, accusato di voler rimanere in carico più a lungo della scadenza naturale del suo mandato, inizialmente prevista per novembre 2020, come riporta Africanews.

Le trattative per l’organizzazione di nuove elezioni erano iniziate a fine 2020 e già in quelle sedute erano iniziate le polemiche tra il governo centrale e i governatori del Jubbaland e del Puntland, alimentate da anni di scontri politici con il presidente Farmaajo. Le diverse posizioni hanno fatto slittare la data da novembre a febbraio 2021, e poi farle saltare del tutto.

Lo stesso copione è andato in scena nelle negoziazioni sospese. Queste due regioni sono semi-autonome e dei cinque Stati che compongo la Somalia sono quelli che hanno l’autonomia politica più ampia. Caso differente è quello della Somaliland, che partecipa alle elezioni ma che di fatto è uno Stato indipendente, riconosciuto da alcuni Stati membri dell’Onu.

Per questa nuova tornata elettorale, era stato proposto un nuovo sistema elettorale che mirasse a coinvolgere non solo le entità federali, ma anche la società civile e i vari capi tribali. Lo scopo finale era sorpassare il vecchio sistema, che prevedeva un’elezione indiretta in tre fasi, rispecchiando la complessità istituzionale del Paese, per ampliare la partecipazione. Inoltre il nuovo sistema introduceva una rappresentanza femminile nelle due camere del Parlamento di almeno il 30 per cento. Gli Stati semi-autonomi però inizialmente erano contrari e hanno appoggiato la proposta solo a fine gennaio.

In Somalia è usuale che prima delle elezioni presidenziali si creino crisi politiche. La stessa cosa è successa nel 2012 e nel 2016. Uno dei problemi che deve affrontare il fragilissimo Stato africano è l’attività del gruppo terrorista al-Shabaab, che diventa più pericolosa proprio in concomitanza con le elezioni presidenziali. Il gruppo è stanziato principalmente nella parte meridionale del Paese (tra lo Stato della Somalia sud-occidentale e lo Jubbaland) e non sono rare le sue incursioni in Kenya. Proprio la gestione delle misure antiterrorismo contro al-Shabaab rappresenta uno dei punti di crisi tra Madobe e il presidente Farmaajo.

di Cosimo Graziani