· Città del Vaticano ·

PER LA CURA DELLA CASA COMUNE
Una ricerca sulla produzione e sui consumi in Europa

Molto da fare per cambiare
stile di vita

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10 aprile 2021

«La commissione Europea ha speso per promuovere carne e latticini il 32% dell’intero budget del programma di promozione dei prodotti agricoli europei: 252 milioni di euro in 5 anni, su un totale di 776,7 milioni di euro, a fronte di un più modesto 19% speso per promuovere frutta e verdura». È quanto emerge da una ricerca di Greenpeace, secondo cui «nel periodo 2016-2019 solo il 9% dei fondi è andato a progetti che includono anche la promozione di prodotti biologici, e solo l’1% a favore di carne e latticini biologici».

Questi numeri — spiegano da Greenpeace — mostrano come «le promesse di promuovere “diete più equilibrate e più sane”, contenute per esempio nella strategia “Farm to fork” o nel Piano europeo di lotta contro il cancro, non trovano al momento riscontro nella distribuzione dei fondi pubblici».

La richiesta di Greenpeace è dunque che non siano previsti altri «finanziamenti pubblici» per promuovere «carne e prodotti lattiero-caseari frutto di allevamenti intensivi». «Molte campagne pubblicitarie co-finanziate dall’Ue invece di promuovere una riduzione dei consumi di carne e incentivare diete a base vegetale — osserva Simona Savini, campagna Agricoltura di Greenpeace Italia — cercano di invertire l’attuale tendenza che vede i consumi di carne e latticini calare o crescere più lentamente rispetto al passato. Il contrario rispetto a quanto raccomanda di fare la comunità scientifica per proteggere clima, ambiente e salute». L’Italia è uno degli Stati membri con «il maggior numero di progetti approvati, per un totale di oltre 124 milioni di euro nel periodo 2016-2019, più di un terzo dei quali spesi per promuovere carne e latticini nostrani in Italia e all’estero, mentre alla promozione di frutta e verdura è stato destinato solo il 17% dei fondi ricevuti».

La commissione Ue — dice Greenpeace — è «in fase di riesame della politica sulla promozione dei prodotti agricoli e il 31 marzo si è aperta la consultazione pubblica, una nuova proposta è attesa all’inizio del 2022. Parallelamente in questi mesi si definiranno i Piani nazionali di ripresa e resilienza, nei quali si deciderà la destinazione di ingenti fondi pubblici. Bisogna cogliere questa occasione per aiutare agricoltori e allevatori ad avviare una vera transizione del settore adottando pratiche ecologiche e incentivare diete più sane principalmente a base vegetale, riducendo drasticamente il numero degli animali allevati».