· Città del Vaticano ·

PER LA CURA DELLA CASA COMUNE
L’opera preziosa in Bihar di suor Jyotisha Kannamkal

In India continuano
a pagare gli ultimi

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10 aprile 2021

Un impegno che unisce il servizio per le persone emarginate e la cura del creato, senza confini di credo. È quello che porta avanti in Bihar, nel nord est dell’India, suor Mary Jyotisha Kannamkal, delle Suore di Notre Dame (Sisters of Notre Dame, snd). Nata in Kerala nel 1960, è entrata nella congregazione religiosa nel 1987. «All’inizio ero insegnante ma — racconta a Vatican News — una voce interiore mi ha spinto a lasciare l’insegnamento istituzionale per mettermi al servizio delle persone emarginate», in particolare donne e ragazze. Un master in servizi sociali, uno stage all’Onu di New York, dal 2010 suor Jyotisha è la responsabile delle iniziative della Commissione “Giustizia, pace e integrità del creato” della Provincia di Patna, in collaborazione con l’Unione internazionale delle Superiore generali, ed è membro del Forum interreligioso per i diritti umani di Unicef-Bihar, oltre ad essere una dei circa 17 mila Animatori Laudato si’ del Movimento cattolico mondiale per il clima nei cinque continenti.

Il grido della terra e dei poveri


Suor Jyotisha si dice “rapita” dall’enciclica Laudato si’ del 2015 e dal messaggio di Papa Francesco sulla cura della casa comune: «In special modo mi ha colpito la prospettiva spirituale dell’interconnessione delle crisi socio-ambientali, che ci chiedono urgentemente una conversione ecologica, una radicale rivoluzione culturale per la promozione di un’ecologia integrale che risponda al grido della terra e dei poveri». Per questo, aggiunge, «sono diventata Animatrice Laudato si’: mi tocca molto il fatto che le crisi ecologiche colpiscano soprattutto i poveri». Negli ultimi due-tre anni, nota, siccità e alluvioni hanno lasciato milioni di persone «senza il minimo sostentamento di base». «La mia coscienza mi chiede insistentemente di dedicarmi all’edificazione della solidarietà per l’ecologia integrale».

Il coronavirus


Il contesto in cui opera a Patna è quello di uno Stato, il Bihar, con 125 milioni d’abitanti: già nel 2016, la Banca Mondiale registrava almeno 36 milioni di poveri. Tra fine ottobre e inizio novembre scorsi, lunghe code hanno caratterizzato uno dei primi test elettorali di massa dall’inizio della pandemia da coronavirus, in occasione delle consultazioni per il rinnovo del governo locale: molti dei votanti, ha riferito AsiaNews, ignoravano le disposizioni che imponevano l’uso delle mascherine e il distanziamento sociale. «La pandemia globale ha acuito la sofferenza e la miseria dei poveri, dovute alla crisi socio-ambientale: il suo effetto sproporzionato sui poveri in Paesi come l’India è allarmante». In questa emergenza da Covid-19, lo sguardo della religiosa va in particolare alla “difficilissima” e “straziante” situazione dei lavoratori emigrati, spesso a giornata, non regolari: molti di loro, una volta impiegati nelle megalopoli, a causa della pandemia sono rientrati nei villaggi perché ormai privi di un’occupazione. Suor Jyotisha denuncia «l’aumento della disoccupazione tra i giovani, che non hanno prospettive per la sopravvivenza della loro famiglia» e pone l’attenzione ancora una volta sui poveri che, evidenzia, «rimangono in una condizione di angoscia e disperazione», causa sempre più spesso di suicidio. «Le donne, le ragazze, i bambini, gli anziani e le persone con patologie fisiche sono le categorie più gravemente colpite» dal coronavirus nel Paese: «nonostante le attività di beneficienza di quei pochi che ancora sono spinti da un senso di fratellanza umana nella società, rimangono il dolore e la miseria di una vasta parte di popolazione». E «chi è povero continua ad esserlo». «La precoce perdita di vite umane a causa della pandemia e dei cambiamenti climatici — aggiunge — ci sta lanciando un segnale rosso in merito allo stile di vita che stiamo conducendo».

Risvegliare la spiritualità


«Considero la Laudato si’ uno strumento spirituale per ricondurre questo mondo governato dal materialismo» ai giusti valori spirituali e ad una collaborazione per il bene comune, riferisce la suora indiana. «È giunto il momento di risvegliare la nostra spiritualità perché essa è energia vitale, reale e dinamica che ci aiuta a combattere la crisi sociale ed ecologica che abbiamo di fronte». L’ideale spirituale dell’India, Vasudhaiva Kutumbakam, indica che «tutto il mondo è un’unica famiglia» e la Laudato si’ di Papa Francesco «ci sta richiamando a un rapporto fraterno con ogni persona e con ogni vita creata da Dio»: «essere famiglia significa sentire la responsabilità di prendersi cura di ciascuno e di ogni membro della famiglia».

A scuola di Laudato si’


La collaborazione con il Movimento cattolico mondiale per il clima spinge suor Jyotisha non solo alla promozione dell’ecologia integrale ma anche alla formazione secondo lo spirito della Laudato si’. Come realtà delle Suore di Notre Dame, la Provincia di Patna — riferisce — ha già adottato una politica di “Giustizia, pace e integrità del creato”. In tale prospettiva suor Jyotisha lavora con le giovani consorelle per un «nuovo modo di vivere la vita religiosa».

A maggio scorso «la celebrazione della Settimana Laudato si’ 2020 nella casa provinciale ha generato nelle religiose consapevolezza e motivazione riguardo alla necessità e all’importanza di una conversione ecologica per la cura e la protezione della nostra casa comune». Per questo sono state organizzate diverse iniziative per l’Anno Laudato si’, in corso fino al prossimo 24 maggio: una formazione ad hoc sull’enciclica del Pontefice per le giovani professe, della durata di sei mesi; passeggiate nella natura; un ritiro spirituale annuale, previsto per le suore sotto i 60 anni; la creazione di una “banca della positività” per la casa comune: ogni mese, ciascuna comunità della Provincia “deposita” un’azione positiva sulla strada dell’ecologia integrale.

Un impegno interreligioso


«Il concetto fondamentale al centro della formazione sulla Laudato si’ è la necessità di crescere sulla strada dell’ecologia integrale»: la religiosa racconta come abbia fatto sì che le consorelle si preparassero alla conversione ecologica «a piccoli passi, imparando a non sprecare acqua, corrente elettrica, cibo, con una gestione saggia dei rifiuti biodegradabili, a ridurre, riutilizzare e riciclare». «Sono state incoraggiate a riconoscere Dio nell’interconnessione di tutte le forme di vita e a salvaguardare tutto quello che Dio ha creato».

In settembre, poi, via web per le disposizioni legate alla pandemia, ha “chiamato a raccolta” lo Stato del Bihar, i rappresentanti dell’Unicef e i leader di tutte le religioni e tradizioni locali per celebrare il Tempo del Creato 2020, organizzando pure un concorso di pittura e poesia per i più giovani, nella convinzione che «prendersi cura della “madre Terra” significa prendersi cura dell’umanità».

di Giada Aquilino