Questo mese Sante e fiori

A maggio piovono (le) rose

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30 aprile 2021

Maggio: il mese delle rose, fiori che nel Mediterraneo sbocciavano solo a primavera inoltrata; il mese dei rosari, della Madonna, dell’onore alla Rosa Mistica, quella delle litanie lauretane, ma anche della Candida Rosa, esito luminoso del cammino dantesco, o forse più semplicemente il mese di Maria, la forte fanciulla di Nazareth.

Il profumo delle rose, come quello di nardo, emana anche da altre vite di donne: Teresina, Rita, Rosa da Lima, Elisabetta, icone del misterioso legame con questo fiore.

La piccola Teresa di Gesù Bambino nel suo ardente desiderio di non rimanere inerte, nemmeno dopo la morte che incombeva, fece una promessa: «Passerò il mio Cielo a fare del bene sulla terra. Farò scendere una pioggia di rose!». E le sue rose, fiammelle dello Spirito, insieme alla sua “piccola via” alla santità, faranno di lei una Dottora della Chiesa.

Rita da Cascia. Alla fine della sua incredibile vita di moglie, madre, ambasciatrice di pace, vedova, viaggiatrice, monaca, vede esaudire il suo ultimo desiderio impossibile: due fichi e una rosa del giardino di casa…in pieno inverno. La rosa che spunta nella neve diventerà il suo simbolo. Rita la Santa delle grazie “impossibili”, l’avvocata dei casi disperati.

Rosa da Lima, nasce con il nome di Isabel e la balia che la vide così bella le diede, come da tradizione india, il nome di un fiore: Rosa.

La sua vita di donna né sposa, né claustrale, di “beata” invisa al clima inquisitorio dei conquistadores, la porterà invece a diventare la Santa Patrona dell’America latina.

Elisabetta d’Ungheria, Elisabetta del Portogallo, due donne di nobili origini con lo stesso nome di Visitazione. Un unico destino di ricchezza, di vita matrimoniale, di vedovanza, ma anche di scelta dei poveri, accomunate dallo stesso miracolo.

Entrambe colte in flagranza di una distribuzione sospetta, invitate a scoprire ciò che si nascondeva sotto il mantello, al posto del pane da loro custodito per elargirlo ai poveri, rivelavano un grembo pieno di rose.

Una profezia di tanti gesti di donne e persino di lotte che nel ben più recente intreccio di Bread and roses hanno lasciato il segno di una differenza. Così cantavano le lavoratrici tessili nello sciopero in Massachusetts del 1912, ispirandosi alle parole di un’altra Rosa, la socialista e suffragista Rose Scheirdermann: «L’operaia deve avere il pane ma anche le rose» dove le rose erano il diritto di voto. (Grazia Villa)