LABORATORIO - DOPO LA PANDEMIA
Un libro di Fabio Bolzetta

Il filo che unisce
le storie buone

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31 marzo 2021

Dalla storia di una suora in partenza per il Brasile che ha scelto di tornare in servizio come medico a Rieti, al parroco con il telefono rivolto verso le bare per consentire ai familiari di “‘partecipare” alle esequie, al giovane che con una stampante di nuova generazione, 3 d , ha realizzato visiere a casa per il personale medico sino al racconto di quando il covid-19 si è infiltrato fra le grate delle carceri e una testimonianza dalla Grotta di Lourdes, chiusa ai fedeli. Non cancellare, dunque, dalla memoria la tempesta del covid-19 ma, secondo l’autore, chiederci: quale lezione può germogliare da quanto abbiamo vissuto? L’inchiostro del libro Oltre la pandemia ridisegna la storia di una umanità alla prova, capace di donare coraggio e speranza. Come nel momento straordinario di preghiera promosso da Papa Francesco il 27 marzo 2020, «Una immagine che resterà nella storia». Il Papa che, passo dopo passo, «attraversa da solo un “deserto” di sampietrini. Una solitudine fisica soltanto apparente perché quel momento è stato accompagnato e sostenuto da milioni di persone. E non solo credenti». Il racconto di Piero Chiambretti, ricoverato per covid assieme alla mamma e, una volta guarito, tornato a casa da solo e la memoria del personale medico, infermieristico e dei sacerdoti caduti a causa del coronavirus. La testimonianza del vescovo di Caltagirone, monsignor Calogero Peri, in ospedale per trentadue giorni: «Guarda meglio nel buio delle tenebre e troverai frammenti di luce». Lo sguardo che si posa volutamente alla ricerca dei più fragili. «Come una scossa invisibile, il covid ha attraversato ogni stratificazione sociale del globo ma facendo pulsare ancora di più le disuguaglianze». E così il dialogo con Riccardo, senza fissa dimora: «Quando tutti dicevano: state a casa, io ho vissuto in una tenda per strada con le cose che mi sono più care: i documenti e miei vestiti». Le opere, proseguite durante la pandemia, del Circolo S. Pietro, associazione di fedeli impegnata in operoso silenzio dal 1869 a servizio degli ultimi nella città dei Papi. Come l’aiuto consegnato, a nome del Santo Padre, dal cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere apostolico. L’autore, con testa e cuore, ha annodato i fili di “storie buone” per ricostruire, attraverso queste pagine, la rete con cui sentirsi più uniti guardando insieme “oltre la pandemia”. Mentre ad un anno di distanza dal primo lock-down, il suono delle campane è tornato a riempire il silenzio nelle celebrazioni della prima Giornata in memoria delle vittime del covid.

di Paolo Mede