Un libro ricorda le vittime della dittatura argentina negli anni Settanta

Nell’occhio del ciclone

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25 marzo 2021

Il 24 marzo si commemora in Argentina la Giornata nazionale della memoria per la verità e la giustizia, in ricordo del colpo di Stato militare che diede inizio de facto, nel 1976, al tragico governo che durò fino al 1983. È l’occasione giusta per leggere il libro En el ojo de la tormenta – Mártires en la Argentina de los Setenta (“Nell’occhio del ciclone — Martiri nell’Argentina degli anni Settanta”), pubblicato di recente, che risulta un necessario esercizio di memoria. È stato scritto dal cattedratico Marco Gallo, membro della Comunità di Sant’Egidio in Argentina ed è stato pubblicato nella collezione «Testigo» della casa Editrice San Paolo.

Secondo l’autore, la ricerca è un primo approccio alla realtà della persecuzione dei cristiani durante l’ultima dittatura militare e cerca di fare un po’ più di luce su questo periodo della storia argentina. Gallo lavora con abbondanti informazioni partendo da una lista di assassinii e scomparse di molti religiosi e credenti, in quegli anni oscuri, elaborata in un primo momento da monsignor Carmelo Giaquinta. Detta lista è stata poi compilata e ampliata nel documento della Conadep (Comisión nacional por la desaparición de personas). Seguendo il racconto di Marco Gallo, tra il 2008 e il 2009 monsignor Giaquinta con quella lista interessò della questione l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio, che a sua volta la consegnò a lui affinché potesse esaminarla e raccogliere le informazioni disponibili sul contributo dei cristiani e sullo spargimento del loro sangue in quegli anni. Anch’io, autore del presente articolo, sono stato testimone diretto, insieme a Marco Gallo, del particolare interesse del cardinale Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires, riflesso nella sua costante partecipazione alla veglia organizzata ogni anno in ricordo dei martiri e dei testimoni della fede dalla locale Comunità di Sant’Egidio.

Gallo non mette mai in dubbio la dedizione e gli ideali di giustizia che mobilitarono molti di coloro che furono assassinati durante l’ultima dittatura militare, chiarendo però che esistono casi in cui sussiste qualche difficoltà a discernere se furono oggetto di un vero e proprio martirio cristiano in odium fidei (“in odio alla fede”). L’autore fa allora una precisazione che ritiene necessaria per comprendere la differenza tra martirio in odio alla fede e chi è stato, invece, ucciso o è scomparso per i suoi ideali sociali o politici, cosa che si differenzia dal modello del martire cristiano. Tuttavia, sottolinea Marco Gallo, qualsiasi assassinio va ritenuto ingiusto e ingiustificabile da ogni punto di vista. È importante, aggiunge, capire la complessità di una lettura politica sul martirio che, di fatto, allontanerebbe dagli obiettivi finali della ricerca che sono alla base del suo libro. A suo parere, e ampliando il contesto argentino inserendolo negli anni di piombo in America latina, un esempio paradigmatico nella questione del martirio in odium fidei, e uno degli eventi principali, è stata la canonizzazione, a ottobre del 2018, da parte di Papa Francesco, del vescovo salvadoregno Óscar Romero, tenendo conto che fu assassinato mentre celebrava l’eucaristia.

Tra i martiri citati più significativi spicca la figura del vescovo di La Rioja, monsignor Angelelli, che morì nell’agosto del 1976, pochi mesi dopo che i militari usurparono il potere nell’ultima dittatura, a causa di un incidente intenzionalmente provocato, come hanno potuto dimostrare in seguito i giudici. Gallo sottolinea che la beatificazione di monsignor Angelelli e dei martiri riojani del Chaminal, voluta da Papa Francesco, conferma l’immagine di una Chiesa in uscita e, come soleva dire il vescovo, «con un orecchio al vangelo e con l’altro al popolo». Nella lista figurano anche nomi di religiosi e laici che furono assassinati tra marzo 1975 e marzo 1976, ossia prima della presa di potere da parte dalla dittatura militare. Tra questi ci sono quelli di padre Carlos Mugica, dei padri salesiani Dórñak e Nicolau, del religioso salesiano Julio San Cristóbal, del cura villero Francisco Soares, della decana della facoltà di Lettere, María del Carmen Maggi, persona di fiducia di monsignor Eduardo Pironio. Il libro cita altresì dodici persone assassinate prima del colpo militare da forze paramilitari e di para-polizia. Poi, in piena dittatura militare (1976-1983), Gallo apporta una vasta documentazione per casi paradigmatici, come fu l’assassinio dei cinque religiosi pallottini, il 4 luglio 1976, nella parrocchia di San Patrizio, sita nel quartiere portegno di Belgrano. Si tratta dei padri Pedro Dufau, Alfredo Leaden, Alfredo Kelly, e dei seminaristi Salvador Barbeito ed Emilio Barletti. Allo stesso modo, e non meno rappresentativi del terrore di quei tempi, sono i racconti sulle scomparse forzate delle monache francesi Alice Domon e Léonie Hen-riette Duquet. Entrambe furono sequestrate a dicembre 1976 e poi gettate nel Rio de la Plata nei tragicamente noti “voli della morte”. Il libro contiene anche importanti e preziosissime informazioni di altri martiri sotto forma di biografie brevi. Infine include un’appendice con documenti molto interessanti. Tra questi spiccano due riflessioni di padre Carlos Mugica, uno scambio di lettere tra padre Bergoglio e padre Kelly, l’ultima omelia di monsignor Enrique Angelelli il 22 luglio 1976 in occasione del funerale dei sacerdoti Longueville e Murias nella chiesa di Chaminal, l’omelia del cardinale Jorge Mario Bergoglio nel 2006 per i trent’anni dalla morte di Angellelli e un’intervista a monsignor Carmelo Giaquinta sul magistero sociale dell’episcopato argentino durante gli anni della dittatura.

A quarantacinque anni dall’inizio di questa tappa tanto oscura e dolorosa della storia argentina, il lavoro letterario e testimoniale di Marco Gallo risulta, come afferma lui stesso al suo interno, «un atto di giustizia per quelli che non ci sono più e per raccontare la loro storia». Che la loro memoria sia benedetta!

di Marcelo Figueroa